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Regtech: le 5 aree da conoscere

13 October 2018

Le attività e innovazioni legate alle nuove tecnologie sono costituite da FinTech, InsurTech e RegTech.

RegTech è una contrazione delle parole Regulatory Technology ossia Tecnologia Regolatoria.

La Tecnologia applicata alle attività Regolatorie/Normative è una novità degli ultimi tempi ed è in forte sviluppo in seguito alla continua produzione normativa iniziata a seguito della crisi finanziaria.

Da un’indagine di BCG risulta che il settore finanziario ha a che fare con circa 200 revisioni normative al giorno e che queste erano solo 50 nel 2010. La conseguenza della super produzione normativa è la pressione sul personale e sui costi e la RegTech è la risposta tecnologica.

La Regtech si compone di 5 aree: MonitorTech, ReportTech, DataExchangeTech, LegalTech, ComplyTech. Qui di seguito per ogni area riportiamo alcuni esempi di attività.

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Vigilanza SREP per le Banche piccole: un passo verso l’Unione Bancaria

16 August 2018

 

Attualmente la BCE vigila direttamente su 119 grandi banche definite Significant Institutions mentre la vigilanza sulle banche piccole (LSI, Less Significant Institutions) pur rientrando nel perimetro delle attività della BCE è demandata alle Autorità Nazionali Competenti (NCA, National Competent Authorities) dei singoli Paesi. Si tratta di circa 3000 banche piccole vigilate dai rispettivi NCA.

In Italia, le banche grandi sono 12 mentre quelle Less Significant sottoposte a vigilanza della Banca d’Italia attraverso la nuova metodologia sono circa 400.

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Il Rischio Brexit: la guida completa

08 August 2018

 

La Commissione Europea ha diffuso un documento con le attività in corso per prepararsi all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Il D-Day per la Brexit è il 30 marzo 2019 (ore 00:00 del 30-03-2019, orario Europa Centrale), quando il Regno Unito lascerà l’UE e diventerà a un Paese Terzo. La data dipende dalla data di comunicazione, il 29-03-2017, da parte del Regno Unito di uscire dall’Unione Europea. 

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BRI: le banche nascondono i debiti?

10 July 2018

 

Le banche nascondono temporaneamente i debiti per ottimizzare fiscalmente i profitti e le perdite? oppure per ottemperare alla reportistica regolamentare di Basilea? Qualche sorpresa, ha suscitato nei giorni scorsi la Relazione Economica Annuale 2018 (commento sulla situazione economica mondiale) della BIS (BRI, Banca dei Regolamenti Internazionali) per quanto riportato nel capitolo sul settore finanziario.

L’analisi della BIS evidenzia il ricorso, da parte dei gruppi bancari globali, ai contratti Pronti contro Termine (PcT) in corrispondenza delle date di segnalazione periodica di fine trimestre e/o fine anno per mantenere gli indici di indebitamento nei limiti dettati dalla vigilanza.

In questo modo gli indici a leva finanziaria assumono valori più bassi al momento delle segnalazioni – quando le banche ne hanno bisogno – e aumentano di valore all’inizio del trimestre successivo.

Si tratta di un artificio contabile simile a quello utilizzato da Lehman Brothers che dissimulava debiti e perdite attraverso arditi contratti PcT prima di finire travolta dal fallimento del 2008.

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BCE: la vigilanza, le priorità di rischio, le azioni di controllo

27 June 2018

 

Le grandi banche europee sono sottoposte alla vigilanza diretta della BCE che collabora strettamente con le Autorità Nazionali di Vigilanza nell’ambito del Meccanismo di Vigilanza Unico (MVU o SSM Single Supervisory Mechanism).

La BCE attraverso l’attività di vigilanza si propone 3 obiettivi principali:

garantire la sicurezza e la solidità del sistema bancario europeo; aumentare l’integrazione finanziaria e la stabilità; garantire una vigilanza coerente.

La BCE sorveglia tutte le banche (significative e meno significative) dei paesi partecipanti attraverso la supervisione diretta e indiretta.

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Antiriciclaggio: V Direttiva AML

20 May 2018

ANTIRICICLAGGIO V DIRETTIVA AML. MODIFICA DELLA DIRETTIVA UE 2015/849

Il 14 maggio 2018 il Consiglio europeo ha adottato una direttiva che rafforza le norme UE destinate a prevenire il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. La sua adozione fa seguito ad un accordo raggiunto con il Parlamento europeo nel dicembre 2017. Il Parlamento ha approvato il testo concordato il 19 aprile 2018.

Lo scopo è quello di tagliare i mezzi finanziari dei criminali senza ostacolare il normale funzionamento dei sistemi di pagamento. La direttiva, che modifica la direttiva 2015/849, è parte di un piano d’azione in risposta agli attacchi terroristici del 2015 e del 2016 a Parigi e Bruxelles, nonché alle fughe di notizie provenienti dai “Panama Papers”.

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Financial Stability Board: Il rischio sistemico della cattiva condotta

11 May 2018

Il Financial Stability Board – FSB – ha pubblicato nei giorni scorsi il documento Strengthening Governance Frameworks to Mitigate Misconduct Risk contenente gli strumenti utilizzabili – da parte di aziende e autorità di vigilanza – per affrontare e ridurre cause e conseguenze della cattiva condotta nel settore finanziario.

L’FSB ribadisce il ruolo primario della fiducia, fattore essenziale per il buon funzionamento del sistema bancario e finanziario e per assicurare l’allocazione dei capitali all’economia reale. La cattiva condotta nel settore finanziario indebolisce la fiducia e, pertanto, la possibilità dell’economia reale di attrarre capitali; con un effetto a cascata, questa, può determinare inevitabili rischi sistemici.

L’impatto della cattiva condotta del dipendente danneggia l’azienda e la sua reputazione e si estende all’intero settore finanziario e all’economia minandone la fiducia da parte dei consumatori e operatori finanziari. Le multe e le sanzioni costituiscono efficaci deterrenti alla cattiva condotta ma l’efficienza è data dall’azione preventiva sulla governance societaria.

Si stima che a partire dalla crisi finanziaria 2007-2008 le multe e le spese legali per cattiva condotta a carico delle banche globali sono stati più di USD 320 miliardi che avrebbero potuto essere impiegati in prestiti a famiglie e imprese per un totale di circa USD 5.000 miliardi.

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BCE: Rapporto Annuale sulle Attività di Vigilanza

01 April 2018

Il 28 marzo la BCE ha pubblicato il Rapporto Annuale sulle Attività di Vigilanza 2017 con la prefazione di Mario Draghi – Presidente della BCE – e l’intervista a Danièle Nouy – Presidente del Consiglio di Vigilanza -.

I dati evidenziano che per la prima volta tutti i gruppi bancari sottoposti a vigilanza diretta della BCE hanno un capitale regolamentare (CET1) maggiore del 10%. Le banche con un CET1 maggiore del 20% sono rimaste pressoché invariate.

Questo è dovuto anche al consolidamento che nel periodo 2008-2016 ha portato il numero delle banche dell’area Euro a diminuire del 25%. Oggi ci sono 5.073 gruppi bancari.

Per quanto riguarda i rischi, nel documento si osserva che sebbene ci siano alcuni miglioramenti la situazione è frammentata, per cui alcune banche hanno generato profitti considerevoli mentre altre non hanno ancora recuperato al redditività ante crisi. A partire dalla mappa dei rischi realizzata dal Meccanismo di Vigilanza Unico (SSM) vengono analizzati quelli più rilevanti: il contesto dei bassi tassi di interesse e l’incidenza sui margini delle banche; il livello ancora elevato – soprattutto in alcuni Paesi UE – dei crediti deteriorati (NPL); le incertezze geopolitiche (elezioni nei Paesi UE, negoziato sulla Brexit e il campo internazionale); il completamento del quadro regolamentare e normativo che nel medio periodo favorisce la stabilità del settore bancario ma può portare costi e rischi di ritardati adeguamenti nel breve periodo; il repricing del rischio dei mercati finanziari a causa della sostenibilità del debito in alcuni Paesi UE.

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BCE: report sul settore bancario e finanziario (tutti i Paesi UE)

23 February 2018

A partire dalla crisi finanziaria, nel settore bancario dell’area Euro si è assistito ad un progressivo e significativo consolidamento. Infatti tra il 2008 e il 2016 il numero di banche nell’area Euro è diminuito del 25% (dati Banca Centrale Europea).

Su base non consolidata, il numero di istituti di credito è passato da 5.474 a fine 2015 a 5.073 a fine 2016. Su base consolidata (ossia considerando come una sola entità, più entità appartenenti allo stesso gruppo), si è passati da 2.379 (dato 2015) a 2.290 istituti di credito a fine 2016; e questo partendo da un numero originario di 2.904 nel 2008. A questo si aggiunga che solo nel 2016 sono state chiuse 6.939 filiali bancarie. Continua a leggere

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BCE: Statistiche Bancarie di Vigilanza (tutti i Paesi UE)

23 January 2018

La Banca Centrale Europea (BCE) pubblica le statistiche delle banche considerate Istituzioni Significative per i seguenti aspetti:

1) Statistiche Generali 2) Composizione del Bilancio e Redditività 3) Adeguatezza Patrimoniale, Leva Finanziaria e Qualità degli Attivi 4) Liquidità 5) Qualità dei dati

 

Le comparazioni fra tutti i gruppi bancari soggetti a vigilanza BCE sono facilitate in quanto i dati sono disponibili per Paese di origine dei gruppi bancari stessi.

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