Ivo Invernizzi

Ivo Invernizzi

Vice Presidente AnalisiBanka
Vicepresidente Associazione dei professionisti di banca AnalisiBanka .

Laurea in Economia Aziendale all'Università Bocconi. Pluriennali esperienze presso la direzione finanza di Banco BPM come trader, analista finanziario, controller, tesoriere, monitoraggio e reporting; dal 2019 è entrato nel team property portfolio management banking books.

Appassionato dei mercati finanziari e di banca, dal 2015 collabora con l'Università degli Studi di Brescia, dipartimento di Economia e Management corso di Tecnica degli Investimenti e dei Finanziamenti e dal 2021 con l'Università degli Studi del Piemonte Orientale "A.Avogadro", Dipartimento per gli Studi dell'Economia e l'Impresa, corso di Economia del Mercato Mobiliare. Dal 2022 con l'Università di Macerata, Dipartimento di Economia e Diritto, corso di Economia e Strumenti degli Intermediari Finanziari e con l'Università degli Studi di Padova, Dipartimento di Scienze Statistiche, corso Economics of Financial Markets.


Contatto: invernizziivo@analisibanka.it
Sito Internet: www.analisibanka.it.
FED Report Powell Tassi Record

La scelta della FED: inflazione o recessione?

16 June 2022

di Ivo INVERNIZZI

Powell alla svolta: sotto pressione da inflazione accelera sui rialzi

È indubbio che la Federal Reserve sia alla ricerca di un ‘punto d’impatto’ della propria politica monetaria che rivela un trade-off tra:

aumentare i tassi a sufficienza al fine di combattere l’inflazione; non spingere l’economia americana verso la recessione.

Il meeting del Federal Open Market Committee del 14 e 15 giugno era improbabile producesse grandi sorprese per il mercato. Come al solito, la Fed avrebbe esaminato a lungo la formulazione dello Statement di politica monetaria, senza tuttavia che Powell si discostasse molto dal linguaggio utilizzato nel precedente comunicato di maggio.

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Lagarde Alzeremo i Tassi

Lagarde: alzeremo i tassi in luglio

10 June 2022

di Ivo INVERNIZZI

L’uscita dai tassi negativi è sempre più vicina

Quasi tutti i banchieri centrali negli Stati Uniti, in Europa e in molti paesi occidentali, concordano sul fatto che i tassi devono aumentare al fine di fronteggiare l’impennata dell’inflazione.

Tuttavia, ciò che tuttora è oggetto di dibattito è il posizionamento corretto dei tassi. A tale riguardo, la presidentessa BCE Christine Lagarde ha affermato che “le sfide che dobbiamo ancora affrontare sono molte“.

Rispetto alle altre banche centrali, oltre ad essere più esposta al conflitto in Ucraina, almeno fino al meeting di aprile la BCE poteva essere disincentivata al rialzo dei tassi a causa del rischio di un aumento degli oneri finanziari per imprese e consumatori dei paesi dell’Europa meridionale (periferici) fortemente indebitati come l’Italia, ma da giugno, la forward guidance sarebbe cambiata.

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Powell_FED

Powell: l’inflazione calerà, gli USA non sono vicini alla recessione

05 May 2022

di Ivo INVERNIZZI

Il sottile equilibrio tra lotta all’inflazione e enigma domanda-offerta

Prima dell’annuncio monetario Fed del 4 maggio, il mercato attendeva che la Fed aumentasse i tassi di almeno 50 basis point, il rialzo più alto dal 2000. In tal senso, già Il 21 aprile, Jerome Powell aveva dichiarato in un intervento al FMI: “I mercati stanno elaborando ciò che stiamo vedendo. Stanno reagendo in modo appropriato. 50 basis point saranno sul tavolo per l’incontro di maggio”. Aveva poi aggiunto: “Secondo me è appropriato muoversi un po’ più rapidamente.”

È condivisibile che il banchiere centrale statunitense si debba muovere rapidamente per non restare ‘behind the curve’ ma anche gestire un non facile equilibrio sulla sottile linea di confine tra due obiettivi:

fare tightening monetario per combattere l’inflazione; evitare la recessione.

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Lagarde decideremo a giugno

Lagarde: Decideremo a giugno

15 April 2022

di Ivo INVERNIZZI

BCE cauta: la politica monetaria sarà opzionale, flessibile e graduale

In occasione dell’intervento monetario del 14 aprile 2022, il mercato attendeva che la BCE si attenesse alla tabella di marcia già introdotta in marzo:

nessun impegno formale oltre il secondo trimestre 2022; guidance di politica monetaria fortemente dipendente dai dati; nessuna variazione rilevante sugli strumenti monetari.

Christine Lagarde avrebbe evidenziato i rischi al ribasso per la crescita dovuti al proseguire della guerra in Ucraina, riconoscendo finalmente un’inflazione di tipo ‘skyrocketing’ all’americana, cioè in vertiginoso aumento. Del resto, guerra, sanzioni e inflazione avevano deteriorato repentinamente l’outlook economico di eurozona.  L’inflazione era ben al di sopra delle attese e la crescita forse avrebbe deluso i desiderata di Lagarde.

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FED Powell rialzo tassi recensione lontana

La FED alza i tassi, per Powell la recessione è lontana

17 March 2022

di Ivo INVERNIZZI

Un soft landing “nella foschia della guerra”, ma la guidance hawkish permane

Il periodo anteriore all’intervento monetario Fed di marzo, aveva diffuso sui mercati il sentiment di una Fed in modalità ‘risk management‘. Lo scenario bellico presentava tre rischi:

la pandemia (tema trascurato, dopo l’intervento militare in Ucraina); il blocco nel flusso di materie prime (petrolio, gas, grano, metalli); l’inflazione alta e in aumento.

In un contesto di guerra a evoluzione incerta, il presentimento diffuso tra gli investitori era che Powell potesse basarsi meno su modelli quantitativi e più su esperienza e istinto, approcciandosi ai mercati come un autentico ‘risk manager’.

Una recente dichiarazione del numero uno della Fed aveva alimentato le aspettative di rialzo dei tassi già in marzo: «Con un’inflazione ben al di sopra del 2% e un mercato del lavoro forte, prevediamo che sarà opportuno aumentare la fascia obiettivo per il tasso sui Fed Funds durante il nostro meeting di fine mese».

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Lagarde-BCE-Ucraina-Crisi

L’inflazione, la guerra, e la BCE al bivio

11 March 2022

di Ivo INVERNIZZI

BCE alle prese con lo spettro della stagflazione

L’arrivo del conflitto russo-ucraina pareva aver fatto superare il tono ‘hawkish’ assunto dalla BCE nella prima parte del 2022. In sostanza, la guerra avrebbe a radicalmente ‘registro’ alla BCE, con una Lagarde che, pur non escludendo categoricamente aumenti di tasso nel 2022, sottolineava «unanime preoccupazione» nel Governing Council riguardo all’inflazione.

Il 24 febbraio Lagarde aveva replicato all’invasione russa affermando che: “la banca centrale adotterebbe tutte le misure necessarie” per stabilizzare l’economia dell’area euro. Per BCE, la paura di un tightening nei tassi prematuro aveva passato il testimone al timore di un ‘falling behind the curve’.

La domanda che si ponevano molti era se BCE, dopo l’impostazione hawkish di febbraio, svoltasse di nuovo in senso ‘dovish’ in risposta alla guerra, annunciando il rinforzo degli strumenti finalizzati alla stabilità finanziaria e anti-frammentazione.

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Lagarde Inflazione

Lagarde e l’inflazione: che fare?

04 February 2022

di Ivo INVERNIZZI

La BCE sotto stress da inflazione

Al ‘calcio d’inizio’ degli annunci monetari BCE 2022, molti esperti attendevano che la comunicazione di Lagarde in febbraio avrebbe assunto un tono più aggressivo sulle orme del recente Statement del suo collega d’oltreoceano Jerome Powell che aveva scosso i mercati dichiarando il 26 gennaio ‘La Fed è pronta a un rialzo in ciascuno di futuri meeting del FOMC (ben sette) nel 2022’.

Tuttavia, in un contesto di condizioni finanziarie europee inasprite e di perdurante incertezza, una sorpresa di tipo ‘hawkish’ già nel meeting BCE del 3 febbraio era poco probabile. L’ultimo round monetario sarebbe stato l’occasione per Lagarde di riequilibrare la discussione e ribadire che la divergenza nelle politiche monetarie della BCE(dovish) e Fed (hawkish) era radicata in profonde differenze nelle realtà economiche dei due continenti.

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ED Report Powell Gennaio 2022

POWELL: “La Politica Monetaria farà il suo mestiere”

27 January 2022

di Ivo INVERNIZZI

Sì al rialzo dei tassi da marzo; la riduzione del bilancio sarà ‘ordinata e prevedibile’

All’avvio del 2022, i comunicati ufficiali e le ultime dichiarazioni degli esponenti della Fed rivelavano un blando cambiamento nella retorica della banca centrale americana. Del resto, la correzione sui tassi dovuta alla variante Omicron e l’abbondante liquidità erano adeguati alla guidance, salvo l’offerta di obbligazioni, che stava riducendosi lievemente.

L’enorme boost di liquidità stava per ridursi, ma sarebbe stato necessario del tempo prima che i mercati lo percepissero e reagissero con forza a tale “cambio di regime”.

L’attesa di un primo aumento di tasso in marzo e tre o quattro aumenti nel 2022, avvalorava la mancanza di una chiara intenzione al liftoff dei tassi già nel meeting di gennaio.

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BCE lagarde inflazione

BCE rallenta sul PEPP ma raddoppia temporaneamente l’APP

17 December 2021

di Ivo INVERNIZZI

1. Mantenere ‘sotto controllo’ i rendimenti obbligazionari anche dopo il PEPP

Prima dell’annuncio di politica monetaria BCE del 16 dicembre 2021, il sentiment tra gli operatori di mercato era che, all’interno del Governing Council la battaglia tra i ‘falchi’ e le ‘colombe’ fosse ancora in corso.

Nelle ultime settimane di novembre e nelle prime di dicembre, si erano susseguite le dichiarazioni di alcuni esponenti BCE, tra i quali Isabel Schnabel che aveva espresso una posizione decisamente poco accomodante nel corso di un’intervista rilasciata a Bloomberg il 22 novembre dichiarando: ‘i rischi d’inflazione presentano una distorsione a rialzo’.

Era inevitabile che, il dibattito tra gli investitori vertesse sul tema della progressiva normalizzazione della politica monetaria della BCE, cioè della svolta da fortemente accomodante a ‘meno accomodante’.

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FED Report Powell Inflazione

FED: l’era della volatilità e la lotta all’inflazione

16 December 2021

di Ivo INVERNIZZI

Combattere l’inflazione ‘a colpi di rialzi di tassi’

Nei giorni immediatamente anteriori allo Statement di politica monetaria FED del 15 dicembre 2021, era sentore diffuso tra gli analisti che la maggior parte delle modifiche allo Statement di novembre si sarebbe concentrata sul wording relativo all’inflazione.

In particolare, non era da escludere che, il nuovo annuncio monetario non avrebbe più contemplato il termine ‘transitoria’ riferito all’inflazione.

Del resto, il Presidente della Fed Jerome Powell aveva recentemente riconosciuto che la valutazione di ‘transitorietà’ sull’inflazione poteva essere rimossa dal wording del comunicato, sostituendo tale termine con una descrizione più dettagliata sugli sviluppi dei prezzi. Tuttavia, l’inflazione di lungo termine e le proiezioni sull’occupazione potevano riflettere la convinzione della Fed che la crescente partecipazione della forza lavoro dovrebbe limitare il surriscaldamento dell’economia a causa del possibile calo d’inflazione da costi dal 2022.

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