La novità: la blockchain distribuisce gli aiuti umanitari

19 November 2018

Nei campi profughi giordani si distribuiscono gli aiuti umanitari usando la blockchain.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti: ottimizzazione del processo, riduzione degli sprechi, garanzia che ognuno riceve ciò a cui ha diritto, drastica diminuzione dei costi, maggiore trasparenza e, riduzione delle frodi.
Building Blocks è la blockchain creata dal World Food Programme (WFP) – la più grande organizzazione per l’assistenza alimentare – per distribuire gli aiuti in denaro per acquistare cibo a oltre 100.000 rifugiati siriani nei campi profughi della Giordania e con una riduzione dei costi del 98% rispetto al passato. Entro fine anno il programma comprenderà tutti i 500.000 profughi dei campi giordani.

Il suo successo potrebbe accelerare l’adozione della blockchain in tutte le agenzie delle Nazioni Unite.

EyePayment

Si parla sempre di più di tecnologia blockchain per nuove applicazioni e scoperte che riguardano l’ottimizzazione dei processi aziendali e per questo sembrano lontane dall’ordinario tran-tran. In realtà, stiamo assistendo a numerosi passi avanti, fra questi, vale la pena ricordare l’emissione del primo bond da parte della Banca Mondiale ad agosto 2018 e, adesso, questa applicazione del WFP che apre le porte nuove prospettive non solo nel campo degli aiuti umanitari.

 

Cos’è e come funziona Building Blocks?

Building Blocks è uno dei prodotti dell’innovation accelerator istituito a Monaco dall’agenzia ONU WFP con l’obiettivo di sconfiggere la fame nel mondo attraverso le nuove tecnologie.

Building Blocks è una blockchain chiusa che gira sulla piattaforma open source Ethereum. Alla base del sistema c’è un database – gestito dall’agenzia ONU per i rifugiati UNHCR – dove sono registrati tutti i rifugiati. I rifugiati “scelgono e acquistano” il cibo al supermercato oppure al mercato e il pagamento avviene con EyePay. Alla cassa guardano in una scatolina nera (IrisScan) che effettua la scansione dell’iride e, contemporaneamente, da un lato verifica l’identità nel database dell’UNHCR e, dall’altro controlla il budget presso il WFP associato alla persona fisica che effettua il pagamento. Se è tutto in regola, il pagamento viene addebitato tramite la blockchain. Il sistema è a prova GDPR, in quanto gli operatori WFP vedono solo un codice mentre i dati personali – incluso sesso, età, etc. – e biometrici sono gestiti e controllati dall’ONU.

Le transazioni:

  • avvengono grazie ad antenne mobili e sono elaborate in tempo reale nel registro di cassa sul cloud;
  • sono convalidate da un algoritmo chiamato Proof of Authority. Soltanto alcune parti, come ONU e WFP, gestiscono le transazioni e le approvano;
  • attraverso la blockchain hanno determinato l’eliminazione dell’intermediazione delle banche o altri operatori – e delle relative commissioni e giorni valuta – per tutti i pagamenti.

I vantaggi

I vantaggi immediati dovuti al successo della blockchain sono la riduzione dei costi e dei rischi legati alla condivisione dei dati dei rifugiati e il miglioramento del controllo, della flessibilità e dell’accountability, ossia la responsabilità da parte del WFP.

La blockchain Building Blocks grazie all’utilizzo dell’algoritmo Proof of Authority consente di utilizzare molta meno energia rispetto ad altre applicazioni blockchain in un contesto – i campi profughi – dove c’è costante penuria di energia.
Fino al 2012 i pacchi di cibo erano distribuiti giornalmente dal WFP. Gli inconvenienti più comuni erano legati al contenuto del pacco: alcune volte c’era poco cibo, altre volte il cibo avanzava e, spesso, i rifugiati mangiavano le stesse cose. Nel 2016 furono introdotte le carte di pagamento dove il WFP trasferiva soldi per permettere ai rifugiati di comprare da sé i prodotti desiderati. Poteva succedere di smarrire la carta di pagamento e allora non si aveva alcun mezzo per acquistare il cibo necessario. La scelta precisa di trasferire soldi e non continuare a consegnare pacchi cibo è stata presa per: accrescere l’autostima dei profughi che, pur trovandosi in miseria hanno i loro soldi; e, dare ai rifugiati la possibilità di spendere i soldi a loro discrezione, al supermercato oppure al mercato dove i prodotti costano meno.

Fino all’anno scorso, quando nei campi profughi è stata diffusa Building Blocks i pagamenti e la riconciliazione amministrativa erano lavori molto molto dispendiosi sia in termini di costi sia per l’impegno richiesto.
Infatti, ogni rifugiato riceve USD 28 al mese e siccome non hanno documenti non possono aprire un conto bancario. Per cui il conto bancario del WFP aveva migliaia di conti virtuali che ogni mese venivano accreditati. Un lavoro amministrativo immane, non esente da frodi – i rifugiati che abbandonavano il campo spesso passavano la loro carta di pagamento ad un parente o un amico – e, molto oneroso, i costi bancari sono pari al 3% per ogni transazione.
Con Building Blocks si calcola che le commissioni risparmiate in Giordania ammontano a circa USD 150.000 al mese pari a USD 1,8 MLN all’anno.

Un po’ di storia

Building Blocks è nata per risparmiare denaro. Il WFP assiste circa 80 milioni di persone in tutto il mondo. Il metodo è cambiato. Infatti, con gradualità a partire dal 2009 invece di distribuire cibo il WFP ha iniziato a trasferire denaro alle persone bisognose di cibo. In questo modo, viene stimolata l’economia locale, incrementata la trasparenza, responsabilizzate le persone e il numero delle persone assistite aumenta. Il problema maggiore era costituito dalle commissioni pagate alle Banche dei Paesi aiutati su un totale di circa USD 1,3 BLN di trasferimenti. Con la blockchain, le banche sono state tagliate fuori: con una riduzione delle commissioni del 98%; nessun giorno valuta fra il trasferimento del WFP e l’accreditamento sui conti dei rifugiati; nessun impiegato bancario con cui condividere i propri documenti identificativi. Semplicemente il WFP non trasferisce il denaro in anticipo ma paga direttamente e, posticipatamente in base agli acquisti effettuati, i supermercati e i negozianti che aderiscono a questa iniziativa.

Il futuro

L’obiettivo immediato è quello di estendere la blockchain Building Blocks a tutti i campi profughi – circa 500.000 rifugiati – ma questo non significa ancora poter utilizzare EyePay per tutti gli aiuti umanitari.
Infatti, moltissimi altri rifugiati vivono nei paesini e non è facile diffondere capillarmente EyePay nei paesi dove le comunità locali non sono abituate a queste tecnologie.
Un altro limite è la diffusione di Internet. Le antenne mobili sono predisposte appositamente per registrare le transazioni ma per salvare le registrazioni sul libro di cassa del cloud occorre una linea internet strutturata e funzionante che è disponibile in diversi Paesi (i.e. Palestina, Libano, Turchia) – dove Building Blocks può essere diffusa con successo – ma non in tutti (i.e. Yemen).

Le critiche e le opportunità

Le voci critiche puntano il dito sul fatto che si tratta di una blockchain chiusa con impatto e ambito di applicazione limitati e che invece della blockchain il WFP potrebbe utilizzare un database di tipo tradizionale. Sicuramente Building Blocks può essere migliorata magari estendendo ad altre organizzazioni non-governative il permesso di aggiungere nodi alla rete diventando più simile ad una blockchain pubblica con il vantaggio che sarebbe più difficile da hackerare o bloccare in quanto decentralizzata e distribuita.

Building Blocks è solo il primo passo verso nuovi orizzonti.

La blockchain Building Blocks può dare l’accesso anche ad altri servizi (la proprietà della terra, le credenziali educative, la cronologia dei viaggi, etc.) e non solo l’assistenza per il cibo inoltre la cronologia delle transazioni può diventare la storia creditizia dei rifugiati stessi per re-integrarsi nella nuova vita e consentirgli di essere riconosciuti in un altro Paese – superando di fatto il problema che i documenti rilasciati ai rifugiati dall’UNHCR non sono riconosciuti al di fuori dei campi profughi -.

Chiaramente il potenziale è enorme ma la direzione e le scelte devono essere dettate dall’uomo nel rispetto dei suoi simili.

Concludiamo con una domanda relativa a Building Blocks e qualsiasi altra blockchain per la registrazione e gestione dei dati biometrici, la proprietà dell’identità digitale rimane nelle mani delle persone stesse oppure può diventare un mezzo per grandi aziende e Stati per controllare l’esistenza digitale delle persone?

 



Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono segnati con *