Antonio Rossi

Esperto in forensic accounting e fraud investigations con alcuni anni di esperienza in revisione contabile. Attualmente si occupa di ricostruzioni contabili/documentali nell'ambito di procedure concorsuali e/o casi di frode; consulenze tecniche di parte e d’ufficio per procedimenti civili e penali e attività di Corporate Intelligence finalizzate alla raccolta e all'analisi d'informazioni strategiche su controparti terze. È componente del Gruppo Esperti ALAC (Allerta Anticorruzione) di Transparency International Italia. Studioso ed esperto di “finanza islamica”, nonché relatore in diverse conferenze inerenti gli strumenti finanziari “sharia compliant” e la loro potenziale applicabilità nel contesto italiano. Contatto: antoniorossi_c@libero.it
Decreto-Rilancio-Rischi

Decreto rilancio, continuità aziendale e false comunicazioni sociali

07 August 2020

di Antonio ROSSI

COVID-19: DEROGA TEMPORANEA AL PRESUPPOSTO DI CONTINUITÀ AZIENDALE E RISCHIO DI FALSE COMUNICAZIONI SOCIALI

Il Decreto Rilancio(1) ha introdotto una deroga temporanea al presupposto della continuità aziendale al fine di fornire una maggior tutela per le aziende italiane alla luce dell’impatto economico e finanziario generato dall’emergenza COVID-19.

La deroga potrebbe costituire un rischio significativo in termini di false comunicazioni sociali nel caso in cui venisse utilizzata strumentalmente al fine di occultare una situazione di crisi preesistente e/o indipendente dall’emergenza sanitaria. In tale ambito e al fine di mitigare tale rischio, risulta di fondamentale importanza il ruolo del Revisore Contabile e del supporto di un “Fraud Specialist“.

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Wirecard-Fraud-Revisione

“Caso Wirecard”: il ruolo del “Fraud Specialist” negli incarichi di revisione

24 June 2020

di Antonio ROSSI

Il revisore dei conti di Wirecard non ha certificato il bilancio 2019 a seguito della mancanza di elementi probativi a supporto di Euro 1,9 miliardi di disponibilità liquide.

Alla luce di questo nuovo scandalo e del nuovo contesto economico nazionale e internazionale diventa rilevante, nell’ambito delle procedure di revisione, il coinvolgimento di un esperto di frodi (c.d. Fraud Specialist).

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Schema-Ponzi-Piramide

Lo Schema Ponzi è un ever green: dai buoni postali alle criptovalute

20 May 2020

di Antonio ROSSI

QUALI SONO STATI I PIÙ CELEBRI CASI DI “SCHEMA PONZI”?

Di seguito, si riporta alcuni dei casi più noti mediaticamente e che hanno generato per le vittime le più gravi perdite finanziarie (stimate)(7). A commento e integrazione del grafico, si evidenzia quanto segue:

-   il periodo compreso tra il 2008 e il 2009, è un periodo in cui sono stati scoperti diversi schemi in quanto, come già sottolineato in precedenza, uno “Schema Ponzi” si rileva nel momento in cui non ci sono più sottoscrittori e gli investitori chiedono di rientrare in possesso del loro capitale.

Tale circostanza, tra il 2008 e il 2009, si è verificata principalmente a seguito della crisi finanziaria, momento in cui i tanti investitori necessitavano di liquidità;

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Schema Ponzi

Lo Schema Ponzi, i red flags e il sistema piramidale

05 May 2020

di Antonio ROSSI

L’11 settembre del 2008, “the Jewish Bond” (“l’obbligazione ebraica”, come era soprannominato Bernard Madoff) venne arrestato nel suo appartamento di New York con l’accusa di una truffa miliardaria a danno dei suoi clienti mediante l’utilizzo dello “Schema Ponzi” (di seguito, “lo Schema”).

Bernard Madoff era un vero e proprio punto di riferimento nel mondo della finanza; arrivò ad assumere cariche di prestigio quali la presidenza del NASDAQ (l’indice dei principali titoli tecnologici della borsa americana) o quella di consigliere del New York City Center e con il suo arresto si sgretolò, “come un castello di carte”, tutto il suo impero costruito in oltre 40 anni di carriera a Wall Street.

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hawala system

Hawala: un sistema (illegale) per il Finanziamento al Terrorismo

07 February 2020

di Antonio ROSSI

Come evidenzia la Financial Action Task Force (FATF), l’attività terroristica ha bisogno di ingenti risorse finanziarie, sia per fare fronte all’approvvigionamento di armi, che per la copertura delle spese relative alla logistica e all’addestramento(1).

Gli attentati dell’11 settembre 2001, secondo quanto riportato nel 9/11 Commission Report(2) redatto dalla Commissione d’Inchiesta presieduta dall’ex governatore del New Jersey Thomas Kean, sono costati ad al Qaeda tra i 400 e i 500 mila dollari.

In particolare, la Commissione, oltre ad aver ricostruito le dinamiche degli attentati e individuato le diverse falle nella struttura d’intelligence americana, ha altresì evidenziato, nel paragrafo denominato “General Financing”, l’origine dei proventi utilizzati da al Qaeda per gli attentati dell’11 settembre 2001 e le modalità con cui vengono movimentate le finanze all’interno dell’organizzazione.

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