IFRS9

IFRS9: Come cambia il Bilancio delle Banche

14 December 2018

di Marco FERFOGLIA e Giuliano SOLDI

Con l’aggiornamento della Circolare 262 della Banca d’Italia, le banche italiane sono obbligate a redigere dall’esercizio 2018 il Bilancio secondo i nuovi schemi standard, questo consegue dal fatto che la Banca d’Italia dispone di espressi poteri per stabilire le forme tecniche dei bilanci su base individuale e consolidata, come previsto dall’articolo 43 del d.lgs. n.136/2015.

La Circolare ha tenuto in considerazione il recepimento anche per il settore creditizio di importanti principi contabili internazionali come l’IFRS 9, IFRS 7 e IFRS 15, ma anche l’IFRS 16 relativo alla contabilizzazione del leasing da applicare a partire dal gennaio 2019.

Nello specifico l’obiettivo principale dell’IFRS 9 è quello di fornire dei principi utili per rilevare le attività e le passività finanziarie (strumenti finanziari), in modo tale che gli utilizzatori del bilancio dispongano di informazioni sostanziali per esprimere delle valutazioni in relazione alle poste e ai flussi finanziari generati dall’banca.


Le principali novità introdotte fanno riferimento alla:

  • Nuova classificazione e misurazione degli strumenti finanziari;
  • Nuovo modello di svalutazione dei crediti (impairment);
  • Revisione della rappresentazione contabile delle operazioni di copertura (hedge accounting);
  • Ridefinizione dei diversi schemi di Bilancio e della Nota Integrativa.

CLASSIFICAZIONE E MISURAZIONE DEGLI STRUMENTI FINANZIARI

Il principio contabile IFRS9 introduce una nuova classificazione delle categorie di appartenenza degli strumenti finanziari, che deve essere effettuata considerando congiuntamente:

  • La verifica del business model adottato dalla banca nella gestione degli strumenti finanziari. Con tale analisi si intende valutare se le attività finanziarie sono detenute per incassare i flussi di cassa, oppure per vendere le attività finanziarie o per entrambi gli scopi. A tal fine gli enti creditizi devono elaborare politiche interne e procedure adeguate per la valutazione dei modelli di business (opportunamente vincolate alla governance, ai meccanismi di remunerazione e alla gestione dei rischi) al fine di classificare gli strumenti finanziari in base ai nuovi criteri contabili.
  • La verifica, avviene tramite un processo adeguatamente standardizzato, delle caratteristiche contrattuali dei flussi di cassa derivanti dall’attività finanziaria, utilizzando l’SPPI test (Soley payment of principal and interest test). A differenza dell’identificazione del business model, che deve essere condotta ad un livello superiore di aggregazione di asset, l’analisi delle caratteristiche contrattuali dei flussi di cassa deve essere eseguita su ciascun asset al momento della loro iscrizione iniziale in bilancio. Il test in esame mira a verificare se i cash flow generati alle date prefissate rappresentano esclusivamente (solely) il pagamento del capitale (principal) e degli interessi (interest).

L’IFRS 9 prevede pertanto, che tramite le due verifiche indicate sopra, relative al business model e alle caratteristiche contrattuali dei flussi di cassa, l’ente creditizio possa classificare l’asset in uno dei seguenti nuovi portafogli contabili:

A)   Attività finanziarie detenute al fair value con impatto a Conto Economico
      (FVTPL, Fair Value Through Profit and Loss).
Questa classificazione fa riferimento:

  1. In via principale agli strumenti finanziari detenuti con finalità di trading.
  2. Strumenti finanziari per i quali si è deciso di esercitare la fair value option, ovvero designati in modo irrevocabile come FVTPL, qualora con detta classificazione si riesca ad eliminare o ridurre fenomeni che altrimenti determinerebbero delle asimmetrie contabili.
  3. In via residuale vengono assegnate a tale categoria tutti quegli strumenti finanziari che non hanno le caratteristiche per essere classificati come AC e FVTOCI.

Tali strumenti finanziari vanno valorizzati in base al metodo del fair value, mentre gli impatti economici verranno registrati direttamente conto economico.

B)   Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
      (FVTOCI, Fair Value Through Other Comprehensive Income)
Presso questa nuova voce vanno registrati gli strumenti finanziari che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:

  1. Attività possedute nell’ambito di un business model, il cui obiettivo è conseguito sia incassando i flussi di cassa previsti contrattualmente, sia procedendo alla cessione di tali attività.
  2. I termini contrattuali delle attività danno origine, per specifiche date, a flussi di cassa derivanti da rimborsi di capitale nominale e da interessi calcolati in relazione all’ammontare del valore nominale residuo.

La valutazione di questo strumento finanziario viene effettuata al fair value, con impatto nella voce del patrimonio netto “riserve di valutazione“.

C)   Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
     (AC, Amortised Cost)
Per tali strumenti debbono essere soddisfatte entrambe le seguenti condizioni:

  1. Le attività finanziarie sono possedute nell’ambito di un modello di business il cui obiettivo è quello di incassare i relativi flussi di cassa contrattuali.
  2. I relativi termini contrattuali delle attività prevedono per date prestabilite dei flussi di cassa, rappresentati unicamente da pagamenti di capitale nominale e di interessi determinati sull’ammontare del valore nominale residuo.

La valutazione contabile di riferimento deve essere fatta al “costo ammortizzato“.

NUOVO MODELLO DI SVALUTAZIONE DEI CREDITI (impairment)

Il principio contabile IFRS 9 contempla per gli strumenti finanziari un nuovo sistema di calcolo per definire le rettifiche di valore sui crediti (impairment), in relazione al relativo peggioramento della loro qualità creditizia. In quanto l’esperienza della crisi finanziaria ha evidenziato che l’incurred loss model (modello basato sulle perdite subite) ha fallito nella rilevazione delle perdite e ha mostrato un comportamento fortemente prociclico. Per questi motivi, nel 2008, lo IASB ed il FASB hanno istituito un gruppo di esperti, il Financial Crisis Advisory Group, con il mandato di identificare i possibili miglioramenti da attuare al fine di accrescere la fiducia degli investitori finanziari.

Il nuovo modello di impairment introdotto con la versione finale del nuovo standard, IFRS 9 (2014) rappresenta l’esito di un percorso cominciato a partire dal 2009. L’Exposure Draft Financial Instruments: Amortised Cost and Impairment è il documento che lo IASB ha pubblicato nel 2009 contenente la prima proposta di revisione del preesistente modello.

Il nuovo modello di impairment denominato the three buckets model prevede il riconoscimento, quindi la rilevazione degli accantonamenti, delle perdite attese in funzione del grado di deterioramento del rischio di credito degli strumenti finanziari.

Non è più richiesto, dunque, il manifestarsi di un evento o segnale esplicito di perdita effettiva per il riconoscimento di un onere.

Le perdite attese dovranno essere calcolate sempre e gli accantonamenti dovranno essere aggiornati ad ogni data di reporting per riflettere le variazioni nel rischio di credito.

Gli standard setter nell’elaborare il nuovo modello IFRS 9 hanno preferito un approccio basato sull’expected loss abbandonando l’approccio incurred loss dello IAS 39. In relazione alla valutazione delle perdite attese, il nuovo approccio si presenta come un modello prospettico (forward looking) in quanto la stima delle perdite attese, tanto su base collettiva quando individuale, deve essere effettuata ricorrendo ad informazioni verificate e disponibili senza oneri eccessivi che includano non solo dati storici ed attuali, ma anche prospettici.

The three stage approach può essere sinteticamente rappresentato come segue:

  1. Stage 1 – Performing, con rischio creditizio basso.
    Qualora il rischio creditizio sia basso o successivamente alla delibera non sia aumentato in misura significativa. La stima della perdita attesa viene considerata con riferimento ai relativi portafogli collettivi per un periodo pari a 12 mesi.
  2. Stage 2 – Under Performing, con rischio creditizio intermedio.
    L’assegnazione dello strumento finanziario a questo stage può solitamente essere ricondotta ad una o più delle seguenti situazioni: un’inadempienza superiore ai 30 giorni; peggioramento del livello di rating; evidenti difficoltà economiche o finanziarie.
    Con questa nuova categoria di rischio vanno misurate le perdite attese (forward looking) su un arco temporale pari alla durata contrattuale residua (lifetime), relativamente ai portafogli individuati per i quali il rischio sia aumentato in misura significativa.
  3. Stage 3 – Non Performing, con rischio creditizio alto.
    Gli strumenti finanziari ed i finanziamenti assegnati a tale categoria manifestano un rischio creditizio significativo, per i quali la perdita si è già effettivamente manifestata, ad esempio in corrispondenza di mancati pagamenti per un periodo superiore ai 90 giorni. In questo caso il calcolo della perdita si effettua in modo analitico in relazione alle singole posizioni deteriorate, proporzionandole alla vita residua della singola esposizione (lifetime).

 

Intervento di:

Marco FERFOGLIA, Presidente “Associazione dei Professionisti di Banca AnalisiBanka”

Giuliano SOLDI, Staff Direzione Crediti Banca del Territorio Lombardo e, Componente Commissione Banche ODCEC Milano

 

to be continued 1/2



  • Andrea De Luca

    Questo vuol dire che le banche concederanno sempre meno credito, e soprattutto che il credito costerà molto di pià, visti gli accantonamenti previsti

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono segnati con *