Ivo Invernizzi

Vicepresidente "Associazione dei professionisti di banca AnalisiBanka". Laurea in Economia Aziendale all'Università Bocconi. Pluriennali esperienze presso la direzione finanza di Banco BPM come trader, analista finanziario, controller, tesoriere, monitoraggio e reporting; dal 2019 è entrato nel team property portfolio management banking books. Appassionato dei mercati finanziari e di banca, dal 2015 collabora con l'Università degli Studi di Brescia, dipartimento di Economia e Management corso di Tecnica degli Investimenti e dei Finanziamenti. Contatto: invernizziivo@analisibanka.it
ECB

Tiering o non tiering: il quadro europeo

05 August 2019

di Ivo INVERNIZZI

L’EUROZONA, GLI ARBITRAGGI E I TASSI INTERBANCARI

Nel complesso contesto di eurozona, il tiering è considerato una delle ipotesi più sfidanti in tema di politica monetaria, proprio perché può porre pressioni a rialzo sui tassi interbancari a breve termine. Pur essendo già stato implementato in paesi non appartenenti all’eurozona, è opportuno tenere in considerazione:

da un lato l’eccesso di liquidità presente in Europa a causa delle politiche monetarie marcatamente espansive che hanno caratterizzato il 2018, dopo TLTRO III e gli ultimi annunci di Draghi della prima parte del 2019, dall’altro lato la distribuzione non uniforme di tali eccessi di liquidità sui mercati finanziari europei a causa di distonie dimensionali e competitive tra i differenti istituti bancari del vecchio continente.

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Mario-Draghi-ECB

Tiering o non tiering? Questo è il dilemma

25 July 2019

di Ivo INVERNIZZI

COS’È IL TIERING

È noto che le riserve depositate dalle banche europee presso BCE in eccesso rispetto ai minimi obbligatori ammontano alla ragguardevole cifra di circa 2 trilioni di euro (1)(2).

Tali depositi rappresentano un costo importante per le banche del vecchio continente pari a circa 7.5 miliardi di euro, perché su di essi grava un onere rappresentato dal tasso negativo – 0.40%.

Il tiering sui depositi, ipotesi già ventilata dalla BCE sin dal 2016, altro non è che la possibilità che su queste riserve eccedenti di liquidità le banche non paghino il -0.40% ma un tasso 0% non percependo ne versando alcun interesse e riducendo per tale via l’impatto negativo sul loro margine d’interesse.

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TLTRO: Efficacia ed Effetti sui mercati finanziari

08 April 2019

di Ivo INVERNIZZI

TLTRO fine del quantitative easing e tassi negativi: il dilemma irrisolto

Il TLTRO o Targeted Long Term Refinancing Operations è un programma di operazioni di finanziamento mirate suddivisibili in più tranche, mediante le quali BCE dà ossigeno alle banche fornendo denaro fresco a condizioni vantaggiose, a patto che le banche europee beneficiarie reimpieghino il denaro ricevuto in crediti ‘Targeted’ cioè diretti a particolari aziende o famiglie e o forme tecniche; possono includere o meno i crediti per finanziare l’acquisto di immobili.

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TLTRO fine del Quantitative Easing e Tassi Negativi: il dilemma irrisolto

22 March 2019

di Ivo INVERNIZZI

Il TLTRO o Targeted Long Term Refinancing Operations è un programma di operazioni di finanziamento mirate suddivisibili in più tranche, mediante le quali BCE dà ossigeno alle banche fornendo denaro fresco a condizioni vantaggiose, a patto che le banche europee beneficiarie reimpieghino il denaro ricevuto in crediti ‘Targeted’ cioè diretti a particolari aziende o famiglie e o forme tecniche; possono includere o meno i crediti per finanziare l’acquisto di immobili.

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Il Regolamento SFTR: le implicazioni, fra ESMA e Commissione Europea

22 November 2018

di Ivo INVERNIZZI

Il Regolamento UE 2015/2365 Securities Financing Transaction Regulation (SFTR) sulla trasparenza delle transazioni finanziarie collateralizzate è entrato in vigore a gennaio 2016. Alla base ci sono 3 principi: la trasparenza nel riutilizzo dei collaterali, la trasparenza verso gli investitori e il transaction reporting e l’implementazione riguarda tutte le istituzioni finanziarie.

In questo quadro il dialogo fra ESMA e Commissione Europea è determinante per l’approvazione dei documenti RTS e ITS finali da parte della Commissione Europea e la successiva applicazione della normativa.

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STFR

Securities Financing Transactions Regulation (SFTR): la lunga strada verso il 2019

08 November 2018

di Ivo INVERNIZZI

Gli obiettivi della SFTR

La pubblicazione avvenuta in gennaio 2016 da parte della Commissione Europea del Regolamento UE 2015/2365 Securities Financing Transaction Regulation (SFTR) sulla trasparenza delle transazioni finanziarie collateralizzate è la naturale conseguenza delle raccomandazioni proposte dal Financial Stability Board (FSB) e dall’European Systemic Risk Board (ESRB) sulla necessità di mitigare i rischi delle transazioni finanziarie garantite con collaterale, spesso concluse al di fuori dei mercati regolamentati da operatori del cosiddetto ‘shadow banking’, tra essi in particolare gli OICR (Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio).

L’intento del legislatore comunitario è migliorare la trasparenza informativa dei finanziamenti collateralizzati come i pronti contro termine (repo), il prestito di titoli e commodities (attivo e passivo) e altre forme tecniche di finanziamento garantito da titoli come il sell-buy back e il margin lending.

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European Union High Resolution Banks Concept

Senior Non Preferred Bonds: comparazione e implicazioni in Europa

02 August 2018

di Ivo INVERNIZZI

I SENIOR NON PREFERRED BONDS: UNO STRUMENTO INNOVATIVO – parte seconda

Nella prima parte sono stati analizzati il requisito prudenziale MREL (Minimum Requirement for own funds and Eligible Liabilities) e il requisito prudenziale aggiuntivo TLAC (Total Loss Absorbing Capacity)  previsto per le banche sistemiche (Global Systemically Important Institutions, G‐SII).

Sono state anche esaminate sia la Direttiva BRRD sia l’emendamento denominato BRRD2 nonché il concetto e il tipo di subordinazione per il TLAC.

Attraverso il link nella foto a piè di pagina dell’articolo, si può leggere la prima parte.

3. Le emissioni di Bonds Senior Non Preferred in Europa

Ciò che colpisce è la varietà nell’utilizzo da paese a paese dei SNP, uno strumento riservato agli investitori istituzionali. La molteplicità ha creato non pochi grattacapi agli investitori interessati a impegnare risorse finanziarie in questi titoli, i quali hanno accesso sia al mercato primario sia al mercato secondario su piazze finanziarie di paesi europei differenti. Problemi dati sia dalla scelta in termini di liquidità, profondità dei books, ratings, ampiezza numero e size delle emissioni, costi di transazione, volumi, tipo e numero di market makers, sia dal grado di sicurezza e solvibilità del SNP in termini di TLAC, dettato dall’adozione di differenti modalità di subordinazione in ciascun paese.

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Crisi Investimenti Bonds

I Senior Non Preferred Bonds: uno strumento innovativo

19 July 2018

di Ivo INVERNIZZI

I SENIOR NON PREFERRED BONDS: UNO STRUMENTO INNOVATIVO – parte prima

Introduzione: i requisiti MREL e TLAC nella Direttiva BRRD

La direttiva BRRD (Bank Recovery Regulation Directive 2014/59/UE) ha introdotto importanti novità per le banche in risoluzione dovuta a dissesto, volte a tutelare l’integrità patrimoniale dei creditori senior. In particolare, la banca deve essere dotata di un adeguato importo di passività assoggettabili a bail-in al fine di assorbire le perdite e ripristinare i requisiti patrimoniali.

Il primo requisito prudenziale per le fonti di finanziamento della banca è sintetizzato nell’acronimo MREL (Minimum Requirement for own funds and Eligible Liabilities). In sostanza si tratta di un requisito patrimoniale minimo volto ad assicurare la presenza di strumenti di debito prontamente liquidabili al verificarsi di un dissesto e in grado di assorbire le perdite senza inficiare il procedimento di liquidazione della banca, evitando effetti impropri sia su portatori d’interessi istituzionali prioritari, tipicamente depositanti e obbligazionisti senior, sia sul sistema finanziario inteso nella sua globalità.

Nel caso delle banche sistemiche (Global Systemically Important Institutions, G‐SII) il Financial Stability Board (FSB) ha indicato un requisito prudenziale aggiuntivo denominato TLAC (Total Loss Absorbing Capacity) specificando quali strumenti assolvono alla funzione di assorbimento delle perdite.

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IL FUTURO DELL’EONIA CON LA BENCHMARK REGULATION

01 June 2018

di Ivo INVERNIZZI

FINANCIAL BENCHMARK REGULATION E TASSI INTERBANCARI – parte seconda

L’EMMI e la revisione di EONIA

L’European Money Market Institute (EMMI) che è l’administrator dell’attuale tasso EONIA, ha annunciato che non porterà a termine una revisione approfondita di questo benchmark, perché EONIA non è compliant ai dettami della Benchmark Regulation.

L’EMMI sostiene che la valenza informativa e qualitativa di EONIA sarebbe inficiata sia dalla concentrazione dei deals contribuiti da poche banche di importanza sistemica che potrebbero rivelarsi eccessivamente influenti sul benchmark, sia dalla loro concentrazione geografica. EMMI ha aggiunto che includere nel calcolo del benchmark altri strumenti finanziari differenti dai depositi interbancari classici, in particolare i su citati certificati di deposito (CD) e la commercial paper (CP), non può migliorare sostanzialmente la rappresentatività dell’indicatore.

EMMI ha concluso che la metodologia di calcolo di EONIA rimarrà nel suo formato attuale fino al passaggio al nuovo benchmark, purché in assenza di cambiamenti di condizioni e dinamiche del mercato.

In sintesi, EMMI sostiene che la conformità dell’EONIA al nuovo regolamento europeo benchmark (BMR) entro gennaio 2020 “non può essere garantita”, ma, in base alle disposizioni transitorie del Regolamento, questo tasso può continuare a essere utilizzato come parametro di riferimento fino al 31 dicembre 2019.

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