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La visione di Banca d’Italia nella gestione dei crediti deteriorati e Un’ipotesi di controllo di secondo livello in materia

15 August 2017

Autore: Luca Antonio Ponzio, Compliance Officer presso Hypo Alpe-Adria-Bank SpA

 

Premessa

Nell’attuale scenario storico del settore bancario in Italia, la riduzione in modo sostenibile dei non performing loans (NPL) all’interno dei bilanci bancari (d’ora in avanti definito come il “Progetto”) non potrà che essere svolta in modo graduale e con modalità appropriate e coerenti con l’interesse diffuso dei creditori delle banche, in particolar modo gli azionisti, i dipendenti/collaboratori e le economie dei territori, ossia aziende e famiglie(1).

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BCC banche credito cooperativo

IL CREDITO COOPERATIVO TRA RIFORMA E UNIONE BANCARIA

23 July 2017

di Daniele Corsini e Gerardo Coppola

 

Nelle ultime settimane l’impegno richiesto dal disinnesco delle crisi di Mps, delle due Venete e di Carige ha deviato l’attenzione dagli sviluppi della riforma del sistema del credito cooperativo che, per dimensione, occupa la terza posizione nella graduatoria delle banche italiane.

Nel 2016 è stata avviata infatti la riforma delle BCC, funzionale a rafforzare l’intero movimento per non mancare l’appuntamento della Unione Bancaria. L’appartenenza a un gruppo bancario cooperativo sarà condizione per ottenere l’autorizzazione a esercitare l’attività bancaria in forma di BCC.

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Autori

Vincenzo Giovanni Dragone
Vincenzo Giovanni Dragone

La riforma delle banche di credito cooperativo

15 July 2017

di Vincenzo Giovanni Dragone

 

La legge 8 aprile 2016, n. 49, recante la riforma del credito cooperativo, ha introdotto nel Testo unico bancario (TUB) l’istituto del “gruppo bancario cooperativo”; il quadro normativo si è completato con la disciplina di attuazione emanata da Banca d’Italia con la Circolare n. 285 del 2013, 19° aggiornamento del 2 novembre 2016.

Il modello disegnato dal legislatore prevede un gruppo composto da un intermediario bancario quale capogruppo, costituito in S.p.A. e dotato di un patrimonio netto di almeno un miliardo di euro, e dalle banche di credito cooperativo (BCC) affiliate alla capogruppo attraverso un contratto, detto “di coesione”. La disciplina in parola apre alla possibilità di più gruppi, purché sia rispettato – tra l’altro – il requisito patrimoniale richiamato.

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Video Intervista

Ingrid gacci: obiettivi e futuro della piattaforma Risk & Compliance Italia

18 July 2017

Risk & Compliance TV intervista in esclusiva Ingrid Gacci, responsabile dello sviluppo per l’Italia della piattaforma Risk & Compliance Platform Europe. Gacci ci racconta come è nata l’idea della Piattaforma Europea e la necessità e l’importanza di creare una community trasversale ed europea di professionisti che operano nel settore del Risk Management e della Compliance. La Piattaforma si rivolge non solo ai professionisti del settore ma comprende anche l’Alta Direzione delle aziende dei servizi finanziari e, a tendere, degli altri settori imprenditoriali.

Domande e richieste di chiarimenti possono essere indirizzate direttamente a gacci@riskcompliance.it

Autori

Salvatore Carrano
Salvatore Carrano

Genesi, Normativa e Stato Attuale delle Fondazioni di origine bancaria – Parte 4 (conclusioni)

02 July 2017

di Salvatore Carrano

 

Lo stato attuale delle Fondazioni: da Fondazioni di origine bancaria a comuni Fondazioni

“Le Fondazioni non hanno una proprietà esterna, non hanno cioè azionisti che possano indirizzare l’istituzione verso un certo tipo di gestione e che possano rivendicare i dividendi corrispondenti al frutto di una buona gestione. Le Fondazioni, in effetti, appartengono a se stesse, non hanno un fine di lucro specifico, nel senso che non devono remunerare un capitale, non attribuiscono a terzi alcun dividendo. Gli amministratori sono nominati, secondo le norme statutarie, in modo da rendere possibile il raggiungimento dei fini istituzionali, spesso esplicitati nell’aiuto alle classi povere, nella promozione dell’arte e della cultura, nell’aiuto alle iniziative assistenziali e sanitarie, con un riguardo specifico alla zona geografica di insediamento”.

Il virgolettato appena sopra è una sapiente quanto dettagliata descrizione del prof. Tagliavini, risalente a venti anni or sono, che pennella il modello ideale e lo stato attuale delle Fondazioni.

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