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Ripple

Il modello Ripple come possibile futura valuta fiat

24 May 2018

di Salvatore Carrano

 

All’incirca a fine gennaio 2018, Chris Larsen, con un patrimonio di 59 miliardi di dollari, era il quinto uomo più ricco del mondo. Chris Larsen possiede 5,19 miliardi di ripple e il 17% delle azioni dell’omonima società di cui è presidente e, insieme a Jed McCaleb, cofondatore. Il quattro gennaio scorso, la valuta ripple (XRP) ha raggiunto il massimo storico svettando a 3,84 dollari; da quel giorno il valore della quotazione è crollato e oggi per comprare un ripple basta meno di un dollaro. Se però negli ultimi due mesi ripple ha perso circa i tre quarti del valore, l’arretramento, seppure consistente, è ben poca cosa rispetto alla prestazione record che dall’inizio 2017 aveva portato la quotazione del coin da 0,006 ai 3,84 dollari del picco massimo raggiunto a inizio gennaio scorso. Ora Chris Larsen non figura più tra i primissimi paperoni del mondo ma possiede pur sempre un patrimonio da fare invidia e la sua ricchezza è originata unicamente da una criptovaluta da lui stesso creata e immessa sul mercato. Ripple è una valuta digitale ed è la terza per capitalizzazione di mercato dopo bitcoin ed ethereum.

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Monete-EURO

FINANCIAL BENCHMARK REGULATION E TASSI INTERBANCARI

21 May 2018

di Ivo Invernizzi

 

FINANCIAL BENCHMARK REGULATION E TASSI INTERBANCARI – parte prima

La European Financial Benchmark Regulation

Il regolamento UE 2016/1011, noto come Financial Benchmarks Regulation (BMR) già efficace dal 1° gennaio 2018, ha introdotto uno schema comunitario volto ad assicurare l’accuratezza e l’integrità degli indicatori finanziari utilizzati come benchmarks al fine di determinare sia il valore di uno strumento finanziario (titoli, contratti di money market, strumenti derivati), sia il valore di un contratto di finanziamento (mutui, leasing, aperture di credito), o la performance di fondi d’investimento domiciliati nell’Unione Europea come OICVM, OICR e Fondi di Investimento Alternativi. Il legislatore europeo evidenzia due requisiti di un indicatore di riferimento: un requisito oggettivo rappresentato dal benchmark stesso e dai suoi elementi costitutivi e un requisito soggettivo, riguardante i doveri istituzionali degli attori coinvolti nel processo di definizione, gestione e utilizzo del benchmark.

La portata storica di questo regolamento europeo è da ricondursi all’esigenza di chiarezza e “legalità” originata dagli abusi da manipolazione del tasso LIBOR, perpetrati su questo benchmark da importanti player di mercato nel 2012.

Per evitare il ripetersi di queste irregolarità, il legislatore europeo ha posto particolare enfasi sull’affidabilità degli indicatori e sulle regole comportamentali proposte agli attori di mercato, principi questi già introdotti nel 2014 nella Market Abuse Directive (MAD), focalizzata sul tema delle manipolazioni.

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Redazione
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Antiriciclaggio: V Direttiva AML

20 May 2018

ANTIRICICLAGGIO V DIRETTIVA AML. MODIFICA DELLA DIRETTIVA UE 2015/849

Il 14 maggio 2018 il Consiglio europeo ha adottato una direttiva che rafforza le norme UE destinate a prevenire il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. La sua adozione fa seguito ad un accordo raggiunto con il Parlamento europeo nel dicembre 2017. Il Parlamento ha approvato il testo concordato il 19 aprile 2018.

Lo scopo è quello di tagliare i mezzi finanziari dei criminali senza ostacolare il normale funzionamento dei sistemi di pagamento. La direttiva, che modifica la direttiva 2015/849, è parte di un piano d’azione in risposta agli attacchi terroristici del 2015 e del 2016 a Parigi e Bruxelles, nonché alle fughe di notizie provenienti dai “Panama Papers”.

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R&C_Intervista_GiuseppeNucci_3_201804_Titolo_R&C

Le sfide delle amministrazioni pubbliche – ultima parte

17 May 2018

Redazione

Risk & Compliance TV ITALIA pubblica oggi la terza – ed ultima – parte dell’intervista con Giuseppe Nucci.

L’intervista si focalizza sull’attività di due funzioni aziendali molto vicine e non per tutti è chiaro il loro ambito di azione: il Risk Management ed l’Internal Audit. Quali sono le differenze fra queste due funzioni. Inoltre, parliamo di tecnologie: non si può parlare di controlli senza parlare di informatica e tecnologie che aiutano le aziende pubbliche (e private) a gestire e monitorare il sistema di controlli. In particolare, rileva Nucci che per quanto riguarda l’automazione dei controlli, nelle Amministrazioni Pubbliche ci sono ampi spazi di miglioramento.

Troppo spesso si preferisce introdurre controlli organizzativi che continuano a crescere anziché ricorrere alla tecnologia informatica. I controlli organizzativi sono meno efficienti e allungano a dismisura i processi decisionali mentre l’automazione permetterebbe di alleggerire le attività meccaniche routine e far sì che l’attenzione sia posta al miglioramento dei processi, della struttura  organizzativa e, magari, della customer satisfaction.

L’invito di Nucci per chi opera nelle amministrazioni pubbliche è quello di finalizzare i controlli al miglioramento della performance – utilizzando le tecnologie disponibili – e distaccarsi dall’idea del controllo come obiettivo: la conformità è un vincolo da rispettare e non l’obiettivo strategico!

 

I temi dell’intervista sono trattati nell’ultimo libro pubblicato da Nucci per la casa editrice Il Sole 24 Ore: Controlli Interni e Risk Management nelle Amministrazioni Pubbliche.

Per i dettagli del libro, consultare questo link

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Redazione
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Financial Stability Board: Il rischio sistemico della cattiva condotta

11 May 2018

Il Financial Stability Board – FSB – ha pubblicato nei giorni scorsi il documento Strengthening Governance Frameworks to Mitigate Misconduct Risk contenente gli strumenti utilizzabili – da parte di aziende e autorità di vigilanza – per affrontare e ridurre cause e conseguenze della cattiva condotta nel settore finanziario.

L’FSB ribadisce il ruolo primario della fiducia, fattore essenziale per il buon funzionamento del sistema bancario e finanziario e per assicurare l’allocazione dei capitali all’economia reale. La cattiva condotta nel settore finanziario indebolisce la fiducia e, pertanto, la possibilità dell’economia reale di attrarre capitali; con un effetto a cascata, questa, può determinare inevitabili rischi sistemici.

L’impatto della cattiva condotta del dipendente danneggia l’azienda e la sua reputazione e si estende all’intero settore finanziario e all’economia minandone la fiducia da parte dei consumatori e operatori finanziari. Le multe e le sanzioni costituiscono efficaci deterrenti alla cattiva condotta ma l’efficienza è data dall’azione preventiva sulla governance societaria.

Si stima che a partire dalla crisi finanziaria 2007-2008 le multe e le spese legali per cattiva condotta a carico delle banche globali sono stati più di USD 320 miliardi che avrebbero potuto essere impiegati in prestiti a famiglie e imprese per un totale di circa USD 5.000 miliardi.

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