IFRS-Goodwill

IFRS, Avviamento e Bilancio – IASB apre la Consultazione

12 June 2020

Redazione

Lo IASB, l’organismo che adotta le norme internazionali degli IFRS, ha avviato un progetto per verificare se e come migliorare l’impairment test per misurare la perdita di valore dell’avviamento.

Recentemente ha pubblicato – in consultazione fino al 31 dicembre 2020 – il Discussion PaperBusiness Combinations—Disclosures, Goodwill and Impairment“.

Valutare se vi è una perdita di valore dell’avviamento è notoriamente una nota dolente nella preparazione del bilancio: un gran lavoro in base a regole complicate e, comunque, le stime sottostanti sono spesso molto soggettive.

D’altra parte, gli investitori e coloro che utilizzano i bilanci lamentano spesso di non avere alcuna idea – alla fine – di quanto davvero un’acquisizione sia vantaggiosa. Spesso l’impressione, a posteriori, è che un’acquisizione sia stata pagata troppo e, comunque, non è mai facile riuscire a fare deduzioni partendo dal bilancio annuale.

L’avviamento assume rilevanza nel caso dell’acquisizione di aziende. Semplificando si può identificare l’avviamento come il maggior valore che viene pagato al di sopra del patrimonio netto. L’avviamento è costituito da diversi fattori fra cui, la reputazione aziendale, la qualità dei prodotti o servizi forniti, il prestigio, le conoscenze tecniche dell’azienda, il potenziale di crescita o espansione, gli accordi stipulati con (grandi) clienti e fornitori, ecc. Tutti fattori che seppure non generano direttamente utile costituiscono una solida prospettiva di utili futuri.

L’AVVIAMENTO NON È UN BENE

Il problema fondamentale dell’avviamento è che in realtà non è un bene. Una delle caratteristiche delle attività è che sono identificabili, infatti, si può indicarne la presenza:

  • le attività materiali sono fisicamente osservabili;
  •  i crediti ed i debiti derivano da accordi e contratti concreti;
  • le attività immateriali sono identificabili, ad esempio sulla base di marchi registrati, proprietà intellettuali o licenze scritte.

Invece, l’avviamento non è identificabile: l’importo a suo tempo pagato è stato pagato per sinergie e driver di valore che, successivamente, non possono essere monitorati in maniera specifica.

Normalmente, le spese che non soddisfano i criteri per essere considerate “attività” sono rilevate direttamente a costi tuttavia non è corretto applicare questo criterio all’avviamento che, quindi, viene capitalizzato. Si crea così un problema per la valutazione successiva e anche per la giustificazione dell’investimento effettuato.

LE NOTE IN BILANCIO

Una possibile soluzione per monitorare negli anni l’acquisizione è costituita da note di bilancio dettagliate e basate proprio sul modo in cui la società monitora internamente il successo dell’acquisizione. Si tratta di un approccio simile e già adottato dagli IFRS per la segmentazione per unità di business. La vera novità può essere il confronto fra queste informazioni dettagliate e con gli obiettivi (target) inizialmente fissati. Da notare che le attuali regole per il bilancio – in generale – richiedono soltanto i risultati finanziari effettivi e nessun tipo di “calcolo successivo” né confronto con previsioni precedenti.

Le note dettagliate in bilancio saranno assenti, in quelle le aziende che decidono di non effettuare la valutazione della prestazione dell’acquisizione; in questo caso il Board è comunque responsabile poiché saranno gli investitori a farsi domande sull’adeguatezza sia della Governance sia della gestione.

L’AMMORTAMENTO DELL’AVVIAMENTO

Una delle questioni ricorrenti riguarda l’ammortamento sistematico dell’avviamento. Infatti, l’ammortamento riduce l’importanza del test di impairment. Le opinioni non sono univoche:

  • da un lato la scelta del periodo di ammortamento è spesso arbitraria e poco oggettiva e,
  • dall’altro, l’ammortamento contabile potrebbe parzialmente nascondere un effettivo deterioramento della situazione.

È molto probabile che lo IASB in assenza di argomenti convincenti non intenda reintrodurre l’ammortamento dell’avviamento.

GLI ONERI AMMINISTRATIVI

Secondo lo IASB le possibilità di riduzione della complessità e degli oneri amministrativi sono molto limitate. Una possibilità è limitare la necessità di calcolare il valore recuperabile alle sole situazioni in cui ci sono indicazioni reali sulla perdita di valore dell’avviamento.

CONTI INTERMEDI e INDICATORI DI PERFORMANCE

Un’idea dello IASB è una presentazione di bilancio in cui il patrimonio netto (Equity) è rappresentato in un conto intermedio con il valore che presenterebbe se non ci fosse alcuna capitalizzazione dell’avviamento. È una tendenza degli ultimi anni, l’accettazione da parte dei regolatori dell’utilizzo di indicatori alternativi di performance (ratio), a condizione che siano chiaramente definiti. L‘EBITDA – l’indicatore “non-GAAP” più conosciuto – è un indicatore di profitto che spesso viene depurato dagli effetti dell’avviamento.

Se consideriamo unitamente questi due criteri, si avrebbe la cancellazione diretta dell’avviamento dal patrimonio netto, senza ulteriori costi di ammortamento o svalutazioni. Secondo l’idea dello IASB, l’Equity e il risultato “formali” saranno sempre determinati sulla base della capitalizzazione dell’avviamento e dell’impairment test, ma è probabile che gli investitori saranno sempre più interessati ai dati del patrimonio netto e del risultato economico depurati dall’avviamento. Preoccupa la situazione che verrebbe a crearsi per cui rimangono in carico alle aziende gli oneri e lo sforzo per l’impairment test che però riguarderà numeri che diventano meno rilevanti.

Il Discussion Paper dello IASB chiarisce i problemi ed i dilemmi relativi all’avviamento. Sebbene le soluzioni non siano facili, importante è la consapevolezza del problema.

 


Per approfondimenti e normative, consultare i seguenti link e/o riferimenti:

IASB – Discussion Paper “Business Combinations—Disclosures, Goodwill and Impairment



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