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Tiering o non tiering? Questo è il dilemma

25 July 2019

di Ivo INVERNIZZI

COS’È IL TIERING

È noto che le riserve depositate dalle banche europee presso BCE in eccesso rispetto ai minimi obbligatori ammontano alla ragguardevole cifra di circa 2 trilioni di euro (1)(2).

Tali depositi rappresentano un costo importante per le banche del vecchio continente pari a circa 7.5 miliardi di euro, perché su di essi grava un onere rappresentato dal tasso negativo – 0.40%.

Il tiering sui depositi, ipotesi già ventilata dalla BCE sin dal 2016, altro non è che la possibilità che su queste riserve eccedenti di liquidità le banche non paghino il -0.40% ma un tasso 0% non percependo ne versando alcun interesse e riducendo per tale via l’impatto negativo sul loro margine d’interesse.

Alcuni esperti hanno ipotizzato differenti scenari in cui la quota di depositi assoggettati a tiering possa concretizzarsi nell’applicazione alle riserve eccedenti di un tasso 0% su multipli differenti della riserva minima obbligatoria (Minimum Reserve Requirement o MRR) e prosecuzione del versamento dello -0.40% sulla quota di riserve eccedente tali multipli.

Questa ipotesi comporterebbe la differenziazione nella penalizzazione sui costi della banca sia in funzione del valore assoluto delle riserve in eccesso sia del paese membro UE in cui la stessa ha sede legale. In altre parole, le banche dei paesi come Francia e Germania, caratterizzate da riserve eccedenti d’importo più elevato rispetto a quelle dei paesi periferici, continuerebbero a pagare lo -0.40% su una quota significativa di tali riserve, pur in presenza di tiering. Inoltre, per tale via non si otterrebbe la riduzione della pressione a rialzo sui tassi monetari come l’EONIA, uno degli obiettivi di politica monetaria perseguiti dalla BCE. Per tale motivazione, negli attuali scenari di tassi negativi, scadenze TLTRO II e immissione liquidità mediante TLTRO III, avvicendamento del nuovo presidente BCE in ottobre 2019 e orientamento ‘dovish‘ dell’Istituto centrale europeo, l’introduzione del tiering visto come misura per allentare le tensioni sui tassi a breve termine del mercato monetario potrebbe apparire inefficace.

Come vedremo nel proseguimento del presente lavoro, esistono già sistemi bancari nazionali in cui il tiering ha trovato utile applicazione. Tuttavia la sua eventuale introduzione in Europa comporta delle complessità riconducibili da un lato all’incertezza del contesto storico che quest’area sta attraversando come Brexit, nascita della Capital Market Union e European Banking Union, dall’altro lato alle peculiarità dei singoli sistemi bancari nazionali appartenenti all’UE. La conclamata possibilità che BCE introducesse delle misure di mitigazione volte a ridurre gli impatti indesiderati dei tassi negativi sulla redditività delle banche di eurozona già era stata anticipata in conferenza stampa da Mario Draghi il 27 marzo 2019(3)(4)(5). In tali frangenti l’annuncio aveva portato sia il Bund sia l’indice Eurostoxx 600 a un rally.

A ben vedere, aggiungere l’eventualità di un tiering nella ‘cassetta degli attrezzi’ di BCE gioverebbe in maggior opzioni di politica monetaria, ma complicherebbe gli scenari attesi.

È opportuno ricordare che, con un tasso corrente negativo pari a -0.40% applicato alle riserve bancarie eccedenti la quota obbligatoria, le banche europee non sono incentivate a introdurre nell’asset allocation dei loro portafogli finanziari proprietari titoli di stato europei a breve termine il cui rendimento è addirittura inferiore a -0.40%. Analizzando in dettaglio gli obblighi quantitativi di riserva, le banche europee devono detenere in forma di deposito obbligatorio una quota pari all’1%:

  • dei loro depositi overnight,
  • dei depositi e dei bonds di propria emissione con scadenza inferiore a 2 anni,
  • e di carta a breve (money market paper).

Su questa riserva obbligatoria matura un interesse pari allo 0% o Main Refinancing Operations (MRO), rate. Sulla parte di riserva eccedente gli obblighi regolamentari BCE percepisce dalle banche depositanti lo 0.40%.

IL TIERING FUORI DALL’EUROZONA: GIAPPONE, SVIZZERA, DANIMARCA

La massiccia applicazione di politiche monetarie espansive in paesi come Danimarca, Giappone e Svizzera ha portato da un lato alla diffusione di scenari caratterizzati da tassi negativi che si sono non di rado tradotti in serie difficoltà in termini di redditività e margini di interesse sempre più ridotti per le banche di questi paesi. Dall’obbligo per le banche a depositare riserve presso le rispettive banche centrali non solo infruttifere ma addirittura caratterizzate da un elevatissimo costo opportunità, ci si è trovati in uno scenario in cui le banche, forzate al deposito dovevano paradossalmente pagare il proprio istituto centrale per depositare presso di esso. Questo fenomeno ha chiaramente comportato un’evidente onerosità sui conti economici bancari già provati da tassi attivi negativi.
Al fine di alleviare la problematica, gli istituti centrali di Giappone e Svizzera, Danimarca e Svezia hanno architettato uno schema di esenzione dai tassi negativi riservato a una quota delle riserve eccedenti la parte obbligatoria. Da notare la differenza negli orizzonti temporali delle riserve, in Giappone e Svizzera overnight. In Danimarca e Svezia sia overnight sia a una settimana.

Entrando nei dettagli dello schema tiering nelle realtà più simili a eurozona in termini di tassi negativi, in Svizzera le banche ricevono tasso 0% fino a 20 volte le rispettive riserve minime obbligatorie calcolate nell’intervallo temporale ottobre-novembre 2014. I depositi a vista non assoggettati a riserva obbligatoria di soggetti non banche domestiche (esempio dealers esteri) ricevono trattamento speciale di tasso 0% fino a 10 milioni di franchi. Tutte le altre riserve costano alle banche elvetiche -0.75% basis points. In Giappone esistono tre livelli di onerosità delle riserve bancarie presso Bank of Japan: tasso +0.1% sul bilancio base per le riserve detenute nel periodo 1 gennaio 31 dicembre 2015, un secondo scaglione di riserve (definito macro add on) non implica alcun addebito, infine le banche vengo caricate dalla Bank of Japan del tasso -0.1 % per la parte di riserva eccedente il bilancio base sommata al macro add on. Dopo l’introduzione del tiering, un numero consistente di istituti nipponici, a differenza delle banche svizzere, ha percepito una remunerazione positiva su buona parte delle riserve. Non è di poco conto che, soprattutto in Giappone il tiering abbia inciso fortemente sul costo marginale delle riserve, garantendo tassi contenuti sul mercato monetario. A differenza di altre aree economiche con tassi negativi ma prive di tiering, sempre più prossimi al tasso definito dalla banca centrale giapponese, in Giappone si è riscontrato:

  • un miglior effetto trasmissione della politica monetaria,
  • una minore pressione sul costo del denaro a brevissimo e,
  • la possibilità di alleviare la sofferenza dei conti economici dei maggiori istituti bancari.

Analizziamo ora il caso Svizzera: le banche elvetiche versano alla Banca Centrale Svizzera – 0.75% sui depositi in eccesso un multiplo pari a 20 volte la riserva obbligatoria calcolata nel periodo tra ottobre e novembre 2014; depositi inferiori a tale livello soglia sono remunerati allo 0%. In termini quantitativi, le banche svizzere depositano riserve in eccesso presso la loro banca centrale Swiss National Bank (SNB) pari a circa 30 volte la rispettiva riserva obbligatoria. Questo sistema è efficace sul piano del contenimento dei tassi a breve termine del mercato monetario solo se si fissa un livello di esenzione (al quale non si applica il tasso negativo ma lo 0%) già prossimo al livello effettivo di riserve in eccesso quantificato come multiplo della riserva obbligatoria.

A completamento dei casi nazionali in cui l’agevolazione è già stata introdotta e funziona, un ultimo speciale modello di tiering è presente in Danimarca: tutti i depositi overnight di banche danesi detenuti presso la Banca di Danimarca non sono gravati da alcun costo (tasso 0%) purché non eccedano un limite sia aggregato sia individuale. Superato il limite aggregato, i depositi eccedenti il limite individuale delle singole banche vengono convertiti in certificati di deposito a una settimana sui quali le banche danesi versano un tasso negativo pari a – 0.75%.

 

to be continued 1/2


Per approfondimenti, consultare i seguenti link:

ECB, DATI riserva obbligatoria base, riserva di mantenimento in eccesso e liquidità in circolazione aggiornati all’11 giugno 2019

ECB, DATI depositi overnight (cliccando sui tasti sottostanti per i rispettivi paesi si evidenzia nel grafico centrale lo stock di depositi overnight totale per paese aggiornato a maggio 2019)

Introductory statement to the press conference (with Q&A) Mario Draghi, President of the ECB, March 2016

Monetary policy in the euro area – Speech by Mario Draghi, President of the ECB, at the conference ‘The ECB and Its Watchers XX’, March 2019

ECB – Monetary policy decisions, June 2019

 

 



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