Salvatore Carrano

Docente di economia aziendale presso un istituto di istruzione superiore, ha collaborato con Tiscali nella sezione finanza (http://rubriche.finanza.tiscali.it/socialnews/Carrano/404/) pubblicando circa 50 articoli. Collabora tuttora con una testata giornalistica on line (http://www.dailynews24.it/author/carrano/) e le sue produzioni recenti trattano principalmente tematiche del settore bancario, finanza digitale e politica economica.  Ha maturato riconosciute competenze nelle tecnologie informatiche e più volte ha ricoperto incarichi di formatore per professionisti e  personale scolastico. È socio dell' "Associazione dei Professionisti di Banca Analisibanka". Contatto: carrano@tiscali.it
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La normativa sulle criptovalute

14 June 2018

di Salvatore Carrano

Se possedete delle criptovalute, chiedetevi perché le avete comprate; se aveste intenzione di comprarle, allora domandatevi perché vorreste farlo. Provate eventualmente a fare le stesse domande a dei vostri conoscenti che si trovino in una delle due situazioni e noterete che la risposta sarà presumibilmente uguale alla vostra e sempre la stessa: “Perché, sull’onda dei bitcoin, si nutre la speranza che in un futuro il valore di acquisto possa moltiplicarsi all’inverosimile e trasformare un investimento irrisorio in un consistente capitale”. E, qualora non ci credeste più di tanto, l’effetto FOMO (acronimo di Fear Of Missing Out), ossia il timore di non cogliere un’opportunità e, quindi, essere tagliato fuori dall’approfittare di un’occasione estremamente favorevole, vi spinge a seguire l’esempio di una massa di persone che compie un’azione. Comunque, è fuori dubbio che chiunque abbia avuto la fortuna, l’intuito o magari l’incoscienza di comprare anche solo cento euro di bitcoin nei primi due anni di vita della valuta, oggi quell’investitore è una persona che si ritrova ad avere guadagnato almeno un milione di euro esentasse.

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Ripple

Il modello Ripple come possibile futura valuta fiat

24 May 2018

di Salvatore Carrano

 

All’incirca a fine gennaio 2018, Chris Larsen, con un patrimonio di 59 miliardi di dollari, era il quinto uomo più ricco del mondo. Chris Larsen possiede 5,19 miliardi di ripple e il 17% delle azioni dell’omonima società di cui è presidente e, insieme a Jed McCaleb, cofondatore. Il quattro gennaio scorso, la valuta ripple (XRP) ha raggiunto il massimo storico svettando a 3,84 dollari; da quel giorno il valore della quotazione è crollato e oggi per comprare un ripple basta meno di un dollaro. Se però negli ultimi due mesi ripple ha perso circa i tre quarti del valore, l’arretramento, seppure consistente, è ben poca cosa rispetto alla prestazione record che dall’inizio 2017 aveva portato la quotazione del coin da 0,006 ai 3,84 dollari del picco massimo raggiunto a inizio gennaio scorso. Ora Chris Larsen non figura più tra i primissimi paperoni del mondo ma possiede pur sempre un patrimonio da fare invidia e la sua ricchezza è originata unicamente da una criptovaluta da lui stesso creata e immessa sul mercato. Ripple è una valuta digitale ed è la terza per capitalizzazione di mercato dopo bitcoin ed ethereum.

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criptomonete

Depositi Bancari, Wallet e Criptomonete

26 April 2018

di Salvatore Carrano

 

“Sicuro come in banca”: è una frase che si soleva dire quando il denaro risparmiato e depositato in un’azienda di credito non destava nessuna preoccupazione di disponibilità e di rientro. E in effetti, dagli anni successivi al secondo dopoguerra, in Italia ma anche negli altri paesi più industrializzati, non c’è stata notizia che un risparmiatore avesse perso il proprio denaro depositato in banca. Sicuramente la protezione attuata attraverso il fondo di garanzia che, di fatto, esclude i depositi fino a centomila euro da qualsiasi rischio di perdita sia in caso di bail in e sia in caso di liquidazione coatta amministrativa, ha contribuito significativamente ad accrescere, o almeno a confermare, la fiducia dei risparmiatori nella capacità di rimborso delle banche. La recente crisi finanziaria e il fallimento di qualche azienda di credito hanno però indotto i risparmiatori a diversificare l’investimento delle somme tesoreggiate orientandole verso beni immobili, titoli azionari, beni preziosi e altro ancora.

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BlockChain

Blockchain: note distintive e diverse tipologie

11 April 2018

di Salvatore Carrano

 

Se autorità monetarie e istituzioni bancarie un po’ snobbano le valute digitali, non si può dire che la scoperta che ha permesso la prima apparizione di queste nuove monete subisca la stessa sorte. Al contrario, la blockchain sta riscontrando tantissimo interesse e curiosità non solo nell’ambito bancario e finanziario, ma i più svariati settori della società puntano a utilizzare l’innovativo sistema di validazione per rendere più efficiente e funzionale l’attività svolta. La blockchain è un’articolata procedura informatica decentralizzata che, attraverso l’utilizzo dei database distribuiti, consente di validare una transazione, qualsiasi altra operazione di trasferimento o anche emissione di valuta digitale, senza necessariamente servirsi di un’autorità centrale che garantisca la veridicità e la correttezza dell’operazione. Continua a leggere

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Da chi dipende il futuro delle criptovalute?

16 January 2018

di Salvatore Carrano

 

Non solo le parole, come scriveva l’autore di “Cristo si è fermato a Eboli”, ma anche le valute sono (state) pietre. È successo circa 600 anni or sono in una sperduta isola della Micronesia e queste pietre, pesanti fino a quattro tonnellate, sono state usate come moneta fino all’inizio del XX secolo. Con una forma circolare e un buco al centro, gli enormi dischi di calcare erano davvero difficili da spostare e, difatti, spesso restavano sempre nello stesso posto, anche se cambiavano di proprietà. Il trasferimento da un soggetto all’altro comunque non richiedeva la consegna materiale del bene perché bastava la semplice annotazione del passaggio di proprietà registrato da tutti gli abitanti dell’isola. Il metodo di riconoscimento della proprietà impediva a chiunque di potersi appropriare di un bene altrui perché tutti gli isolani sapevano a chi apparteneva la pietra e in più il sistema di registrazione metteva al sicuro da ogni rischio le negoziazioni.

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Il salvataggio bancario non è per le banche

12 November 2017

di Salvatore Carrano

 

Diversi anni or sono, quando ancora internet non c’era, trovai scritto su un quotidiano, o forse in una rivista, che nella vita bisognerebbe aver letto almeno questi tre libri: l’Ulisse di Joyce, l’Uomo Senza Qualità di Musil e il vocabolario della propria lingua madre. Io avevo già letto i primi due e consideravo il vocabolario, più che un libro, un manuale da consultare ogni qual volta, a vario titolo, ci si cimenti con la scrittura. Incuriosito dalla notizia, decisi di rileggere i due capolavori e quando consultavo il mio Devoto Oli, non mi limitavo più alla sola ricerca del vocabolo che mi interessava, ma mi soffermavo sugli altri termini contenuti nella pagina e, non di rado, con un effetto a catena continuavo senza meta a visionare vocaboli che mi venivano proposti dallo stesso significato della ricerca. Il mio Devoto Oli è ormai malridotto, usurato dalle innumerevoli consultazioni e, ciononostante, sicuramente ancora con delle pagine o frammenti di testo inesplorati.

Da un po’ di tempo, l’utilizzo del vocabolario on line ha pensionato il voluminoso tomo, tuttavia “l’incoercibile bisogno” della consultazione non è per niente svanito o diminuito; semmai la dipendenza è persino aumentata. E così, soffermandomi con la mente su un tema finanziario di grande attualità, “l’operazione di salvataggio delle banche venete”, il termine salvataggio, mi è sembrato in antitesi con l’esito della vicenda e mi ha spinto per l’ennesima volta a ricorrere alle definizioni e agli esempi contenuti nel dizionario.

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Tapering: ovvero la lenta fine del quantitative easing

20 October 2017

di Salvatore Carrano

 

Sabine Lautenschläger, membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea, preme per la soppressione, seppure graduale, delle misure che hanno lo scopo di immettere denaro in circolazione, sostenendo che in Europa l’inflazione media è ormai sopra l’uno percento con un valore massimo prossimo al 2% in Germania. Ci sono, pertanto le condizioni per rallentare l’acquisto di asset sul mercato da parte della Bce. Continua a leggere

Banca Etruria

Genesi, Normativa e Stato Attuale delle Fondazioni di origine bancaria – Parte 4 (conclusioni)

02 July 2017

di Salvatore Carrano

 

Lo stato attuale delle Fondazioni: da Fondazioni di origine bancaria a comuni Fondazioni

“Le Fondazioni non hanno una proprietà esterna, non hanno cioè azionisti che possano indirizzare l’istituzione verso un certo tipo di gestione e che possano rivendicare i dividendi corrispondenti al frutto di una buona gestione. Le Fondazioni, in effetti, appartengono a se stesse, non hanno un fine di lucro specifico, nel senso che non devono remunerare un capitale, non attribuiscono a terzi alcun dividendo. Gli amministratori sono nominati, secondo le norme statutarie, in modo da rendere possibile il raggiungimento dei fini istituzionali, spesso esplicitati nell’aiuto alle classi povere, nella promozione dell’arte e della cultura, nell’aiuto alle iniziative assistenziali e sanitarie, con un riguardo specifico alla zona geografica di insediamento”.

Il virgolettato appena sopra è una sapiente quanto dettagliata descrizione del prof. Tagliavini, risalente a venti anni or sono, che pennella il modello ideale e lo stato attuale delle Fondazioni.

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Fondazione Varrone Cassa Risparmio Rieti

Genesi, Normativa e Stato Attuale delle Fondazioni di origine bancaria – Parte 3

18 June 2017

di Salvatore Carrano

Le primarie e più recenti normative che disciplinano le Fondazioni sono le seguenti: • Carta delle Fondazioni • Legge di stabilità 2015: L. 190/2014 • Protocollo Intesa Acri-MEF

 

Carta delle Fondazioni: norme di autodisciplina

Il 4 aprile 2012, all’unanimità, l’assemblea dell’ACRI, l’Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio S.p.A., approvava la Carta delle Fondazioni. Il documento, composto di 16 pagine, costituiva un regolamento volontario di metodi, comportamenti e migliori pratiche che avrebbero disciplinato e uniformato le regole operative delle Fondazioni. Il consenso all’approvazione del documento non comportava per le Fondazioni obblighi di legge, ma, a seguito dell’adesione, il rispetto delle disposizioni diventava vincolante anche perché accordi, procedure e principi contenuti nel documento, una volta recepiti nei singoli statuti, avrebbero acquistato valore di norma interna e, quindi, disciplinato e regolamentato l’attività dell’ente Fondazione.

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Fondazione CRT Torino

Genesi, Normativa e Stato Attuale delle Fondazioni di origine bancaria – Parte 2

11 June 2017

di Salvatore Carrano

Le primarie normative che disciplinano le Fondazioni sono le seguenti:

• Legge Amato-Carli: L. 218/90 e D.Lgs. 356/90 • Direttiva Dini: L. 474/94 e Direttiva 18/11/94 • Legge Ciampi: L. 461/98 e D.Lgs. 153/99 • Riforma Tremonti: L. 448/2001 • Corte Costituzionale: Sentenze n. 300 e n. 301 – 2003 • Legge di stabilità 2015: L. 190/2014 • Carta delle Fondazioni • Protocollo Intesa Acri-MEF

La legge Amato-Carli: la comparsa delle Fondazioni di origine bancaria

Con la legge Amato-Carli, le Casse di Risparmio, i Monti di Credito su Pegno (al 31/12/1990 operavano in Italia 75 Casse e 7 Monti di prima categoria) e gli Istituti di credito di diritto pubblico senza fondo di dotazione a composizione associativa, ebbero facoltà di conferire l’azienda bancaria alla società per azioni conferitaria e ricevere in cambio azioni per un valore commisurato allo stesso conferimento.

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