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Misurare la circolarità dei processi

17 January 2022

di Alberto MORIANI

La misurazione della circolarità rappresenta un requisito imprescindibile per l’attuazione del percorso di transizione da modelli di business lineari a circolari.

Misurare la circolarità significa monitorare gli aspetti fisici ed economici dei sistemi al fine di acquisire informazioni utili ad identificare gli ambiti di miglioramento e stabilire eventuali nuove priorità.

Per fare ciò, è necessario definire precisi indicatori standardizzabili, verificabili e, soprattutto, replicabili, capaci di fornire un’informazione sintetica relativa ad uno specifico fenomeno.

PERCHÉ OCCORRE MISURARE LA CIRCOLARITÀ

Misurare la circolarità serve:

  • per comprendere quale tipo di approccio all’economia circolare abbia l’organizzazione;
  • per misurare la performance di circolarità per ciascuna fase dei processi produttivi in modo da avere più chiaro quali siano le fasi che richiedono una riflessione e quali le eventuali azioni aggiuntive da implementare;
  • a fornire all’azienda un benchmark di riferimento al fine di consentire una valutazione in termini di posizionamento rispetto ad ogni singola fase produttiva della stessa azienda ed altresì rispetto alla media complessiva delle concorrenti;
  • per consentire all’azienda di monitorare i propri progressi nel tempo.

UNA MISURAZIONE EFFICACE

Affinché la misurazione della circolarità possa dirsi efficace è necessario che:

  • la misurazione sia adeguata allo scopo che si intende perseguire con la sua implementazione;
  • la misurazione si estenda ad indagare tutte le molteplici dimensioni aziendali, sia di tipo organizzativo, culturale, relazionale e di filiera, sia relativamente a processi e prodotti;
  • i principi alla base delle strategie circolari dell’azienda siano operativamente integrati nella misurazione per fornire un chiaro supporto strategico;
  • la misurazione indaghi aspetti chiave della circolarità sia in funzione valutativa, sia come stimolo per intraprendere azioni e soluzioni circolari;
  • la misurazione sia profonda, specifica e differenziata per settori produttivi;
  • la misurazione sia seguita da un’accurata fase di raccolta dati, funzionale alla loro tracciabilità ed a scopi di benchmark.

FASI DEL PROCESSO DI MISURAZIONE

Lo sviluppo di strumenti specifici per la misurazione dell’economia circolare passa attraverso varie fasi:

Fase 1: Comprensione del contesto

Preliminarmente è necessario comprendere il contesto di riferimento al fine di individuare:

  • quali siano i requisiti e gli aspetti che rendono un processo circolare;
  • quali azioni occorre intraprendere per rendere un processo circolare;
  • quali fasi di un dato processo aziendale siano oggetto di misurazione (approvvigionamento, design, produzione, utilizzo, gestione delle risorse a fine vita, distribuzione dei prodotti, erogazione dei servizi).

Fase 2: Misurazione

Una volta individuato il campo d’azione, verrà effettuata la misurazione vera e propria della circolarità che restituirà, al termine, una visione, in termini di performance, di quanto circolare nel suo complesso risulti un dato sistema o, in particolare, un singolo processo.

Nello specifico, la misurazione indagherà aspetti quali:

  • la riduzione degli input e delle risorse impiegate attraverso l’uso efficiente delle risorse e la massimizzazione del loro valore;
  • la riduzione del livello delle emissioni dirette ed indirette;
  • il riuso, recupero e riciclaggio dei materiali e dei prodotti al fine di prevenire la produzione di rifiuti, minimizzare l’incenerimento e lo smaltimento in discarica, diminuire la perdita di materia ed energia;
  • l’implementazione dell’utilizzo di risorse rinnovabili e riciclabili all’interno del ciclo produttivo finalizzata alla riduzione dell’impiego di risorse naturali non rinnovabili a favore di quelle rinnovabili e più sostenibili;
  • l’implementazione della durabilità dei prodotti e l’estensione della loro vita media, passando a nuovi modelli di business di tipo use-oriented, incentivando e favorendo il riuso dei prodotti e delle loro componenti, impiegando sempre di più materiale riciclabile.

Fase 3: Implementazione e miglioramento della circolarità

L’ultima fase è costituita dall’implementazione e dal miglioramento della circolarità.

Una volta misurata la circolarità ed ottenuta una visione di quanto circolare nel suo complesso risulti un dato sistema, dovranno essere individuate, attuate e implementate tutte le azioni necessarie al fine di rendere i processi circolari o, laddove già lo siano, al fine di migliorarli.

Azioni da intraprendere potranno, ad esempio, avere ad oggetto:

  • la progettazione / realizzazione di prodotti e/o servizi circolari;
  • l’adozione di business model circolari a chiusura dei cicli e, laddove non sia possibile, l’ottimizzazione ed il prolungamento del valore delle risorse;
  • l’attuazione di collaborazioni incrociate con altri settori produttivi.

GLI STRUMENTI PER LA MISURAZIONE DELLA CIRCOLARITÀ

Mancando, ad oggi, un approccio unico ed universale che consenta di misurare i livelli di circolarità di processi, prodotti o servizi, convivono differenti e molteplici tipologie di strumenti e tool di misurazione, sia a livello internazionale, che nazionale, aventi tutti il comune scopo di indagare, attraverso l’utilizzo di indicatori, ogni fase della produzione di beni e di servizi e strutturati attraverso domande e risposte di tipo quali-quantitativo da esprimersi mediante l’uso di percentuali o su scala.

Ad esempio:

Per la fase di approvvigionamento, potranno essere individuate domande volte a mappare il ruolo delle materie prime seconde nel set di input in ingresso nel processo/prodotto e l’adozione di sistemi di approvvigionamento energetici sostenibili e, quindi:

  • l’uso di materie prime o semilavorati, riciclate;
  • la richiesta di minimizzazione degli imballaggi delle materie prime o semilavorati;
  • l’approvvigionamento da fonti rinnovabili.

Per la fase di design, potranno essere individuate domande volte a comprendere se l’organizzazione abbia adottato qualche standard per la progettazione di prodotti e imballi che includano il rispetto di criteri di EC e, quindi:

  • l’adozione di linee guida e riferimenti per la progettazione eco-compatibile dei prodotti che includano indicazioni concernenti la circolarità dei materiali e degli scarti;
  • le scelte di progettazione che mirano a preferire materie prime seconde per la realizzazione del prodotto e dei suoi componenti;
  • le scelte di progettazione che mirano ad estendere la vita utile e la riparabilità del prodotto e/o delle sue componenti;
  • le scelte di progettazione del prodotto e/o del packaging che tengono in considerazione criteri relativi alle fasi di trasporto e distribuzione;
  • l’adozione di linee guida e riferimenti per la progettazione eco-compatibile del packaging dei prodotti che includano indicazioni concernenti la circolarità dei materiali e degli scarti.

Per la fase di produzione, potranno essere definite domande volte ad indagare il livello di efficienza nella gestione delle risorse e, quindi:

  • l’adozione di modalità di gestione/tecnologie/strumenti per l’utilizzo più efficiente delle materie prime;
  • il riuso di scarti della produzione nel proprio processo produttivo;
  • il riutilizzo delle acque di processo;
  • la realizzazione di interventi per l’efficientamento energetico del processo produttivo;
  • la simbiosi industriale basata su propri scarti di lavorazione.

Per la fase di distribuzione potranno essere elaborate domande volte ad indagare le modalità in cui la distribuzione si realizza quali:

  • la percentuale di viaggi per la consegna del prodotto su cui sono state attivate forme di reverse logistic (ad esempio, riconsegna di contenitori per il riutilizzo da parte del fornitore) sul totale delle consegne effettuate;
  • la percentuale delle consegne effettuate per le quali è stato ottimizzato il carico (ad esempio viaggio a pieno carico del mezzo, pianificazione dei percorsi, ecc.) sul totale delle consegne effettuate;
  • la distanza media di trasporto del prodotto;
  • l’adozione di criteri per la gestione efficiente del punto vendita (ad esempio, riduzione dei consumi, efficienza energetica, layout, energia da fonti rinnovabili, allestimenti con beni di origine riciclata o certificata, raccolta differenziata).

Per la fase di utilizzo, potranno essere individuate domande volte ad indagare la dimensione della durabilità dei prodotti quali:

  • l’implementazione di iniziative volte a fornire servizi di riparazione e sostituzione per aumentare la vita utile dei prodotti;
  • le informazioni all’utente in merito alle migliori modalità di utilizzo/manutenzione per mantenere la qualità del prodotto nel tempo.

Infine, per la fase del fine vita (rifiuti), potranno essere definite domande che mirano ad indagare la capacità dell’azienda di trattare i propri rifiuti, quali:

  • il recupero di materia dai propri rifiuti;
  • il riutilizzo del packaging al fine di ridurre la produzione dei rifiuti;
  • l’adozione di schemi di ritiro del prodotto a fine vita, ad esempio allo scopo di riutilizzarne parti o componenti aventi ancora valore.

IMPIEGO DEI DATI OGGETTO DI MISURAZIONE

Le informazioni raccolte attraverso la misurazione restituiranno un quadro complessivo in grado di fornire dati:

  • sul tipo di approccio all’economia circolare che ha l’organizzazione;
  • sulla misura delle performance di circolarità per ciascuna fase del ciclo produttivo;
  • sui benchmark, sia rispetto alla media complessiva delle aziende, sia in riferimento a ciascuna fase del processo produttivo al fine di consentire una valutazione del proprio posizionamento;
  • sui progressi dell’azienda nel tempo attraverso il monitoraggio periodico.

I dati raccolti con la misurazione potranno essere altresì utilizzati:

  • come indicatori di performance;
  • per fornire informazioni da inserire nelle etichette di prodotto e/o nelle reportistiche non finanziarie;
  • come strumenti di supporto a progettisti e designer nelle loro decisioni di progettazione.

 

Intervento di Alberto MORIANI, Avvocato – Compliance Manager – Consulente in strategie circolari e sostenibilità e Socio di  Assocompliance

 



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