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PubblicaAmministrazione

Pubblica amministrazione: governance e controlli

17 April 2018

di Giuseppe Nucci

 

Nei precedenti articoli ho esaminato alcune tipologie di controllo che sono utilizzate nel settore pubblico. Alcune di esse – come l’attività di internal audit e la responsabilità amministrativa da reato degli enti, ex d. lgs. n. 231/2001 – vengono praticate nel settore privato mentre altre – la valutazione della performance, ex d. lgs. n. 150/2009 – sono proprie delle amministrazioni pubbliche. Prima di procedere a trattare ulteriormente il sistema di controllo “pubblico”, ho ritenuto utile, in questo articolo, focalizzare l’attenzione su un elemento fondamentale che condiziona il modo di concepire e di attuare i controlli nella pubblica amministrazione: la governance pubblica.

Per definire la governance in generale, una definizione molto efficace è quella di Adrian Cadbury, secondo la quale la governance corporate (e cioè la governance dell’organizzazione) è il modo in cui l’impresa è governata e controllata(1). In questo senso assume rilievo centrale il concetto di checks and balances, il cosiddetto sistema di pesi e contrappesi, che si riferisce alle procedure che mirano a ridurre il rischio della concentrazione del potere decisionale in un unico organo e che si attua definendo chiaramente le competenze spettanti a ogni soggetto e favorendo la cooperazione di tutti gli attori organizzativi nell’esercizio delle proprie funzioni.

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Il dilemma della P.A.: adempiere o funzionare?

17 April 2018

di Gianfranco Rucco da Il Sole 24 Ore, 16-04-2018

Un approccio consapevole alle Pubbliche amministrazioni che intenda renderle “funzionali” e “funzionanti”, piuttosto che sottoporle a continue riforme che richiedono altre riforme, deve rispondere alle domande sulla natura e lo scopo delle Pa. Queste domande hanno avuto nel tempo risposte diverse, ma è possibile individuare due punti di svolta, il primo dei quali è rappresentato dal passaggio dalla prima alla seconda Repubblica, con un processo riformatore iniziato con le leggi 142 e 241 del 1990 e culminato con il Dlgs 29/1993.

Il processo è avvenuto in un contesto caratterizzato dalla fiducia che l’incipiente globalizzazione avrebbe determinato un ciclo virtuoso con migliori opportunità a costi più bassi per le economie, dall’integrazione europea sentita come prospettiva di sviluppo e dalla la convinzione che una ritrazione dei pubblici poteri avrebbe liberato le capacità produttive. «Meno Stato, più mercato», con uno slogan.

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BlockChain

Blockchain: note distintive e diverse tipologie

11 April 2018

di Salvatore Carrano

 

Se autorità monetarie e istituzioni bancarie un po’ snobbano le valute digitali, non si può dire che la scoperta che ha permesso la prima apparizione di queste nuove monete subisca la stessa sorte. Al contrario, la blockchain sta riscontrando tantissimo interesse e curiosità non solo nell’ambito bancario e finanziario, ma i più svariati settori della società puntano a utilizzare l’innovativo sistema di validazione per rendere più efficiente e funzionale l’attività svolta. La blockchain è un’articolata procedura informatica decentralizzata che, attraverso l’utilizzo dei database distribuiti, consente di validare una transazione, qualsiasi altra operazione di trasferimento o anche emissione di valuta digitale, senza necessariamente servirsi di un’autorità centrale che garantisca la veridicità e la correttezza dell’operazione. Continua a leggere

BCE: Rapporto Annuale sulle Attività di Vigilanza

01 April 2018

Redazione

 

Il 28 marzo la BCE ha pubblicato il Rapporto Annuale sulle Attività di Vigilanza 2017 con la prefazione di Mario Draghi – Presidente della BCE – e l’intervista a Danièle Nouy – Presidente del Consiglio di Vigilanza -.

I dati evidenziano che per la prima volta tutti i gruppi bancari sottoposti a vigilanza diretta della BCE hanno un capitale regolamentare (CET1) maggiore del 10%. Le banche con un CET1 maggiore del 20% sono rimaste pressoché invariate.

Questo è dovuto anche al consolidamento che nel periodo 2008-2016 ha portato il numero delle banche dell’area Euro a diminuire del 25%. Oggi ci sono 5.073 gruppi bancari.

Per quanto riguarda i rischi, nel documento si osserva che sebbene ci siano alcuni miglioramenti la situazione è frammentata, per cui alcune banche hanno generato profitti considerevoli mentre altre non hanno ancora recuperato al redditività ante crisi. A partire dalla mappa dei rischi realizzata dal Meccanismo di Vigilanza Unico (SSM) vengono analizzati quelli più rilevanti: il contesto dei bassi tassi di interesse e l’incidenza sui margini delle banche; il livello ancora elevato – soprattutto in alcuni Paesi UE – dei crediti deteriorati (NPL); le incertezze geopolitiche (elezioni nei Paesi UE, negoziato sulla Brexit e il campo internazionale); il completamento del quadro regolamentare e normativo che nel medio periodo favorisce la stabilità del settore bancario ma può portare costi e rischi di ritardati adeguamenti nel breve periodo; il repricing del rischio dei mercati finanziari a causa della sostenibilità del debito in alcuni Paesi UE.

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Il futuro della moneta e l’avvento delle criptovalute

08 March 2018

Intervento di Mark Carney, Governatore della Banca d’Inghilterra e Presidente del Financial Stability Board, alla conferenza inaugurale della Scottish Economics, Università di Edimburgo, Edimburgo, 2 marzo 2018.

 

“Tutti possono creare denaro, il problema è accettarlo” – Hyman Minsky

Considerazioni sul futuro del denaro, ed in particolare, sulle possibili trasformazioni della nostra economia in modo positivo o negativo in seguito agli sviluppi delle tecnologie monetarie e di pagamento.

A partire dalla definizione di moneta di Adam Smith ne “La ricchezza delle Nazioni” fino al tema delle criptovalute e relativi spinosi problemi: in che maniera le criptovalute soddisfano i requisiti della moneta; la risposta della classe politica e le proposte di isolare, regolamentare oppure integrare le criptovalute; i possibili scenari futuri.

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BCE: report sul settore bancario e finanziario (tutti i Paesi UE)

23 February 2018

Redazione

 

A partire dalla crisi finanziaria, nel settore bancario dell’area Euro si è assistito ad un progressivo e significativo consolidamento. Infatti tra il 2008 e il 2016 il numero di banche nell’area Euro è diminuito del 25% (dati Banca Centrale Europea).

Su base non consolidata, il numero di istituti di credito è passato da 5.474 a fine 2015 a 5.073 a fine 2016. Su base consolidata (ossia considerando come una sola entità, più entità appartenenti allo stesso gruppo), si è passati da 2.379 (dato 2015) a 2.290 istituti di credito a fine 2016; e questo partendo da un numero originario di 2.904 nel 2008. A questo si aggiunga che solo nel 2016 sono state chiuse 6.939 filiali bancarie. Continua a leggere

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AGCM sanziona le Big Four per il Trattato di Funzionamento Unione Europea

22 February 2018

Intervento di Davide Scavuzzo, Associate presso De Berti Jacchia Franchini Forlani (d.scavuzzo@dejalex.com)

 

L’AGCM ha sanzionato le Big Four per violazioni gravi dell’articolo 101 TFUE in una gara pubblica per la fornitura di servizi di audit. Un resoconto della vicenda iniziata a marzo 2016 a partire dal quadro normativo e l’analisi del caso.

 1. Introduzione

In data 15 marzo 2016 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato un’istruttoria nei confronti delle società Deloitte & Touche S.p.A. (DT), Meridiana Italia S.r.l. (Meridiana), KPMG S.p.A. (KPMG), PricewaterhouseCoopers S.p.A. (PWC), PricewaterhouseCoopers Advisory S.p.A. (PWC Advisory), Reconta Ernst&Young S.p.A. (EY) per accertare presunte infrazioni dell’articolo 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE). In data 4 agosto 2016 il procedimento è stato esteso alle società KPMG Advisory S.p.A. (KPMG Advisory), Deloitte Consulting S.r.l. (DC) ed Ernst & Young Financial Business Advisory S.p.A. (EYFBA). Le società di consulenza e revisione appartengono ai network Deloitte, KPMG, Ernst & Young e PricewaterhouseCoopers (le cosiddette “Big Four”), ad eccezione di Meridiana, che svolge prevalentemente consulenza in materia di assistenza tecnica, monitoraggio, e valutazione sulla gestione dei fondi strutturali e di coesione europea, nonché per la relativa progettazione, gestione, valutazione e rendicontazione.

Le condotte oggetto del procedimento s’inseriscono nell’ambito dei servizi di assistenza tecnica per l’utilizzo dei c.d. fondi strutturali istituiti dall’Unione europea.

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Ivo Invernizzi
Ivo Invernizzi

FONDI DI PRIVATE DEBT: IL DEBUTTO DELL’IFRS9

13 February 2018

di Ivo Invernizzi

 

Il Private Debt: inquadramento normativo La Direttiva Europea 2011/61/EU (AIFMD) meglio nota come Alternative Investment Funds Directive ha introdotto ufficialmente la categoria dei fondi chiusi ‘non UCITS’ o ‘alternativi’ (FIA). L’intento del legislatore comunitario era proporre una regolamentazione univoca in tema di Fondi di Investimento Alternativi (FIA) al fine di fornire un’impalcatura portante alla competitività, alla raccolta e all’incentivazione nell’investimento in questa categoria di assets soprattutto destinati ai portafogli di proprietà d’investitori istituzionali (Banche, Fondi Pensione, Fondi di Fondi). In particolare, si era inteso mettere ordine nella fitta e complessa materia in tema di fondi di Private Equity, Private Debt e Venture Capital armonizzandone qualitativamente la circolazione e il commercio entro gli stati dell’Unione Europea, purché gli stessi (sia in forma di Sicav di diritto lussemburghese sia in altra forma giuridica) avessero sede legale in un paese UE.

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Le criptovalute: il ruolo delle Banche Centrali

12 February 2018

Intervento di Agustin Carstens, General Manager di BIS (Banca dei Regolamenti Internazionali) alla Goethe University-Frankfurt, 6 February 2018

 

A fronte della diffusione delle criptovalute, le autorità devono essere pronte ad agire. Le autorità devono provvedere alle necessarie predisposizioni per contrastare la diffusione massiccia delle criptovalute al fine di proteggere i consumatori e gli investitori, ha affermato Agustín Carstens, Direttore Generale della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI).

Nel suo discorso “Money in the digital age: what role for central banks?”, Carstens ha dichiarato che, affinché la moneta mantenga il suo valore, deve essere sostenuta da istituzioni affidabili che godono della fiducia dei cittadini. Ecco perché le banche centrali hanno un ruolo chiave.

“L’ascesa fulminea delle criptovalute non dovrebbe farci dimenticare l’importante ruolo che le banche centrali hanno in quanto depositarie della fiducia pubblica”, ha affermato Carstens nella conferenza organizzata a Francoforte da Sustainable Architecture for Finance in Europe (SAFE), Center for Financial Studies e Deutsche Bundesbank. “Token digitali privati che si travestono da valute non devono minare questa fiducia”, ha aggiunto.

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BCE: Statistiche Bancarie di Vigilanza (tutti i Paesi UE)

23 January 2018

Redazione

 

La Banca Centrale Europea (BCE) pubblica le statistiche delle banche considerate Istituzioni Significative per i seguenti aspetti: 1) Statistiche Generali 2) Composizione del Bilancio e Redditività 3) Adeguatezza Patrimoniale, Leva Finanziaria e Qualità degli Attivi 4) Liquidità 5) Qualità dei dati

 

Le comparazioni fra tutti i gruppi bancari soggetti a vigilanza BCE sono facilitate in quanto i dati sono disponibili per Paese di origine dei gruppi bancari stessi.

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