Gli appalti pubblici costituiscono da sempre un settore strategico per lo sviluppo infrastrutturale, economico e sociale del Paese. Tuttavia, rappresentano anche una delle aree più esposte al rischio di infiltrazione da parte della criminalità organizzata, in particolare delle mafie cosiddette “imprenditoriali”.
Queste ultime, con un’evoluzione silenziosa ma pervasiva, hanno affinato le proprie tecniche di mimetizzazione e penetrazione nei meccanismi leciti dell’economia pubblica.
La Relazione DIA 2024, recentemente pubblicata, offre uno spaccato allarmante che va ben oltre i confini delle regioni meridionali, toccando profondamente anche il Nord Italia. Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia emergono come territori vulnerabili, non solo per il volume di risorse in gioco, ma anche per la complessità delle filiere produttive e dei meccanismi di controllo.
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